greendrop

Cinema green? Si può. Anche quest'anno la Mostra Internazionale di Arte Cinematografica di Venezia, giunta alla sua 71esima edizione, si tinge di verde. Torna, infatti, per la terza volta, il Green Drop Award, il premio che Green Cross Italia e la Città di Venezia assegnano al film, selezionato tra quelli in gara nella selezione ufficiale del Festival, che interpreta meglio i valori dell'ecologia e dello sviluppo sostenibile.

Anche per il 2014, quindi, sfileranno sul "green carpet" personalità del mondo dello spettacolo, della cultura e della scienza in grado di promuovere i valori dell'ecologia attraverso la pellicola cinematografica.

Ma come possono, pubblico e addetti ai lavori, scoprire se e quanto le pellicole in concorso sono sensibili alle tematiche legate alla sostenibilità ambientale? Per rispondere a questa domanda, gli organizzatori del Green Drop Award hanno stilato un vademecum per fornire tutti gli strumenti utili per godersi la Mostra in un'ottica green.

1. La prima regola è che, per giudicare un film dal punto di vista ecologico, bisogna capire se e in quale misura la pellicola è in grado di mettere in evidenza una determinata problematica ecologica, sia attraverso una crisi che con le sue soluzioni

2. Regola numero due: il tema dev'essere trattato con correttezza scientifica e onestà intellettuale, nei limiti di quella che gli esperti chiamano "sospensione dell'incredulità". Anche un film di fantascienza, per esempio, può essere ecologico, purché il problema affrontato sia reale o la metafora di uno reale

3. Dai cambiamenti climatici all'estinzione delle specie, dal maltrattamento degli animali alla scarsità delle risorse alimentari, idriche o energetiche, dai disastri ambientali all'inquinamento: non c'è limite ai temi che possono essere trattati

4. Quarto: gli organizzatori precisano che anche i temi della pace, della solidarietà e della cooperazione si possono annoverare tra le tematiche green, perché non può esserci rispetto per l'ambiente se non c'è rispetto per il prossimo

5. Quinta e ultima regola tocca un tasto un po' più dolente: la produzione.

"Sono pochissimi i film che oggi possono sfoggiare certificazioni di produzione green - ha dichiara Marco Gisotti, direttore del Green Drop Award -, ma l'attenzione verso stili di vita più sostenibili è sempre più importante. In futuro un film che voglia raccontare una storia a sfondo ecologico dovrà essere coerente fino in fondo e dimostrare, attraverso adeguate certificazioni, non solo di non aver inquinato, consumato energia, sprecato cibo, ma anche di aver fatto qualcosa per migliorare l'ambiente".

Il trofeo Green Drop, soffiato dal maestro vetraio Simone Cenedese di Murano, rappresenta una goccia d'acqua al cui interno si trova un campione di terra proveniente dall'Antartide. Oltre alla presentazione del premio, troveranno spazio anche incontri sulla Green Economy e sui green jobs nel mondo del cinema.

Germana Carillo

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