libri decreto

Ricordate lo sventolato bonus libri che fu inserito nell'altrettanto sbandierato decreto Destinazione Italia dello scorso dicembre? Ebbene, altro che 2mila euro da detrarre dalla nostra dichiarazione dei redditi!

Dopo un emendamento approvato nei giorni scorsi dalle commissioni Attività produttive e Finanze della Camera, il bonus per noi – popolo di inguaribili lettori (che epidemia la cultura!) – ha preso le sembianze di un "bonus librai".
Pare, infatti, che a trarne beneficio saranno soltanto gli esercizi commerciali, a patto che riconoscano uno sconto del 19% agli studenti delle superiori che si presenteranno con un buono lettura rilasciato dai presidi.

L'emendamento – Le commissioni Attività produttive e Finanze che stanno esaminando il decreto legge hanno approvato un emendamento, che porta la di firma Marco Causi del Pd, che in pratica sostituisce il riferimento alle "persone fisiche e giuridiche" con quello agli "esercizi commerciali che effettuano la vendita di libri al dettaglio". Il "bonus libri" si trasforma così, implacabilmente, in "bonus librai".

Lo stesso emendamento prevede un'ulteriore modifica: elimina infatti il tetto che si era fissato di 2mila euro ( 1.000 per testi scolastici e 1.000 per altri testi) e inserisce un buono lettura per gli studenti delle scuole superiori, sia pubbliche che parificate. A determinare l'ammontare del singolo voucher sarà il ministero dell'Istruzione, insieme con quello dello Sviluppo economico, sulla base della popolazione studentesca dell'anno 2014-2015. Gli studenti dovranno presentare il ticket timbrato e numerato che riceveranno dai presidi e potranno ottenere uno sconto del 19% sull'acquisto di libri di lettura, presso i negozi che avranno aderito.

Perché era utile il bonus libri – Beh, semplicemente perché NON leggiamo. Solo il 46% degli italiani ha letto almeno un libro all'anno, contro il 61,4% degli spagnoli, il 70% dei francesi, il 72% degli statunitensi e l'82% dei tedeschi. Fu così che venne approvato il decreto Destinazione Italia, proprio per favorire una maggiore diffusione dei libri cartacei.

Ma ora? A nulla valgono le fatture, le ricevute o gli scontrini che avevamo cominciato a mettere da parte. Per noi non c'è una lira...

Germana Carillo

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