Vivere

l Libro dei Mutamenti o I Ching, Carl Gustav Jung e la teoria della sincronicità

Il Libro dei Mutamenti o I Ching visti dallo psicanalista Carl Gustav Jung. La sincronicità nelle risposte, attraverso la lettura degli esagrammi.

Sessantaquattro esagrammi per raccontare tutte le infinite possibilità della vita: gli I Ching sono uno strumento “divinatorio” davvero particolare; consentono di raccontare l'evolversi degli eventi in una dimensione che non è legata al principio di causalità su cui si basa la scienza occidentale.

  • Scritto da Anna Maria Cebrelli

Come sopravvivere all'estate in città: strategie per mente e corpo

Vivere l'estate in città: strategie olistiche per il benessere fisico e mentale

Sopravvivere, in città, all'estate? Si può, senza problemi. Anzi, più si entra in questa possibilità, più appariranno magnifiche le opportunità che questa condizione presenta (tanto più se poi, comunque, ci sarà la possibilità di prendersi qualche giorno di vacanza “altrove” più avanti, quando tutti sono rientrati).

  • Scritto da Anna Maria Cebrelli
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Linguaggio dell'amore: 10 parole straniere che vanno oltre il ti amo

Che lingua parlano le emozioni? Tutte quella che esistono al mondo. Ci sono parole apparentemente intraducibili che racchiudono stati d’animo e sensazioni. Idiomi stranieri che corrispondono però a gesti universali.

  • Scritto da Dominella Trunfio
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Test della personalità: scegli l'animale e ti dirò chi sei

Un semplice test che aiuta a scoprire qualcosa in più della propria personalità che forse fino a questo momento, è rimasto nascosto ai nostri pensieri. Per farlo bastano pochi minuti.

  • Scritto da Dominella Trunfio
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Dimmi come saluti e ti dirò chi sei: i gesti nascosti dietro un ciao

Basta un saluto, un ciao, per farsi un'idea della persona che lo esprime: i segreti significati di alcuni gesti, secondo la comunicazione non verbale.

Cosa c'è dietro un “ciao!”? Un saluto, certo. Ma quello che viene recepito è molto di più e dipende dal modo in cui esprimiamo quel saluto. Secondo uno studio dell'università di Glasgow, quando incontriamo qualcuno che non conosciamo, ci basiamo sulla prima parola che pronuncia (ad esempio un “ciao”) per farci un'idea su di lei.

  • Scritto da Anna Maria Cebrelli