Rasiglia, il borgo delle sorgenti e dei ruscelli in cui sembra di stare in una fiaba

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Ruscelletti sussurranti, allettanti melodie scendon freschi e spumeggianti in un dedalo di vie!”. È con questi versi che Rasiglia, il “Borgo dei ruscelli” accoglie i suo i visitatori: un posto piccolo piccolo nella valle del Menotre, nel cuore dell’Umbria, che lascia incantati. Qui, quaranta abitanti appena, cascatelle e ruscelletti si alternano alle case in pietra e alle stradine scoscese, consegnando una meravigliosa passeggiata immersa nel fragore delle acque.

Tipico borgo medievale umbro, a più di 600 metri sul mare, raccolto in una struttura ad anfiteatro, Rasiglia è una frazione montana del comune di Foligno, nella provincia di Perugia.

Stupisce e seduce per un particolare motivo: il suono di quei ruscelli che dalla sorgente Capovena, situata nella parte alta del borgo, si diramano verso valle accompagna ogni passo, ogni singolo movimento, ogni sguardo che da una parte all’altra scorge la forza straordinaria dell’acqua.

Non è un caso che quello che oramai gli abitanti chiamano il “miracolo  Rasiglia” (dopo il terremoto del ’97 il borgo rischiò di diventare un paese fantasma), sia diventato pian piano il motivo in più per visitare questo posto almeno una volta nella vita.

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©Francesco Carillo/Archivio privato

Acqua, elemento naturale di Rasiglia

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©Francesco Carillo/Archivio privato

Rasiglia nasce intorno alla sorgente di Capovena che, insieme alle altre due sorgenti Alzabove e Venarella, modellano e danno forma a questo spettacolo della natura.

È soprattutto l’acqua della sorgente Capovena ad attraversare tutto il paese, disperdendosi in rivoli e ruscelli e creando una serie di fiumiciattoli e cascatelle tra i quali è facile perdersi ammaliati. Dopo aver attraversato tutto il paese, i vari ruscelli si riuniscono in un’unica grande vasca artificiale, la cosiddetta “Peschiera”, e da lì poi, attraverso un altro canale, si riversano nel fiume Menotre.

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©Francesco Carillo/Archivio privato

L’acqua di questa sorgente, che bagna in ogni parte dell’anno i vicoli e una cinquantina case tra faggete grigioverdi e cespugli di ginestre, alimenta quasi tutte le fontanelle pubbliche del borgo e i due antichi lavatoi.

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©Francesco Carillo/Archivio privato

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©Francesco Carillo/Archivio privato

Cosa ammirare e visitare a Rasiglia

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©Francesco Carillo/Archivio privato

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©Francesco Carillo/Archivio privato

Una bellezza e una forza, quella dell’acqua, che nel corso dei secoli non poteva non trasformarsi in ricchezza. Sin dalla Signoria dei Trinci risalente al XIV secolo – di cui oggi si può ammirare il rudere dell’antico castello (ad oggi sono visibili un tratto di mura con due torri difensive minori, ristrutturate negli anni novanta, e il rudere del mastio, restaurato parzialmente nel 2006) – a Rasiglia nacque una fiorente attività mercantile legata proprio allo sfruttamento delle acque per la lavorazione della lana e dei pellami.

È così che presero presto vita le concerie, le gualchiere da panno, le filande e le tintorie, tutte attività rimaste fervide almeno fino a dopo la Seconda guerra mondiale. Nel suo periodo più florido, a Rasiglia c’erano ben tre lanifici con annesse tintorie, tre mulini, un ufficio postale e una filiale della Cassa di Risparmio di Foligno.

Ancora oggi, si possono apprezzare gli antichi strumenti e i macchinari che formavano la filiera tessile: dalle cardatrici agli arcolai, dai telai lignei al moderno telaio Jacquard, fino alla centralina idroelettrica dei primi del ‘900, ai piedi della sorgente, che un tempo alimentava i lanifici.

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©Francesco Carillo/Archivio privato

Restano ancora intatti anche i due mulini quattrocenteschi e l’antica gualchiera da panno.

Poco più in lì, appena fuori dal centro storico, si arriva attraverso un sentiero di ghiaia bianca, si arriva al Santuario della Madonna delle Grazie, circondato dalla quiete dei boschi. Fondata nella metà del ‘400, la chiesa ha pianta quadrangolare con una sola navata, il portico è sorretto da sei pilastri e tre colonnine-palo in travertino con steli che simboleggiano i popoli di Roviglieto, Scopoli e Volperino. Nei pressi dell’ingresso si trova la “finestra del viandante”, chiamata così per chi rivolge uno sguardo ed una preghiera alla Madonna quando il santuario è chiuso.

Sull’altare maggiore, che ha subito molte trasformazioni, si trova il simulacro della Vergine estatica davanti al Bambino, con una nicchia intagliata e ornata da quattro putti dorati, realizzata da Giuseppe Piermarini e ristrutturata nel 1950.

Le pareti sono ricoperte da affreschi appartenenti al XV secolo. Qui al Santuario, l’ultima domenica di maggio si svolge la “processione di Villamagina”, in cui i fedeli ringraziano la Vergine. La prima domenica di giugno si svolge invece  il “pellegrinaggio di Scopoli”, che i fedeli fanno a piedi cantando e pregando, mentre il lunedì di Pentecoste è dedicato alla “processione di Roviglieto”.

Nei dintorni

Poco distante da Rasiglia una tappa merita il Parco di Colfiorito, il più piccolo parco regionale dell’Umbria con una superficie di appena 338 ettari. Ma questa è una zona che vale la pena visitare per il suo altissimo valore naturalistico e per il patrimonio archeologico presente. Il cuore pulsante dell’ecosistema è la palude, un ambiente unico per la presenza di rare specie vegetali e uccelli acquatici da ammirare nell’osservatorio per l’avifauna.

Il fiume Menotre attraversa Rasiglia, ma sgorga da altre sorgenti ancora più a monte, dove delle splendide cascate meritano assolutamente una visita. Il punto di partenza è l’oasi dell’Altolina, a Belfiore di Foligno, ed è possibile entrare da due ingressi, uno a monte e uno a valle.

Come si arriva a Rasiglia

Rasiglia la si trova sulla strada che porta da Foligno a Sellano. In circa un quarto d’ora di percorrenza da Foligno si raggiunge il piccolo borgo seguendo le indicazioni per Valle del Menotre e poi seguendo direzione Rasiglia.

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per Greenme.it dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.
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