Così stiamo perdendo i Borghi più belli d’Italia, un patrimonio che non esiste in nessun altro paese del mondo

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Crollo della natalità e spopolamento, il rapporto Istat fotografa la situazione impietosa dei nostri meravigliosi borghi, un patrimonio che non esiste in nessun altro paese del mondo

Tra il 1951 e il 2019 solo 12 tra i comuni in esame registrano una crescita sistematica mentre 83 sono in continuo spopolamento. Il dato, preoccupante, emerge dall’approfondimento tematico del Censimento permanente della popolazione dell’Istat.

A essere presi in esame sono stati i comuni che hanno ottenuto, a partire dal 2001, un particolare riconoscimento di carattere storico, culturale o artistico: i Borghi più belli d’Italia. Si tratta di una iniziativa, supportata dall’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani (ANCI), che sta suscitando particolare interesse. Infatti contribuisce a salvaguardare, conservare e rivitalizzare piccoli comuni, o anche singole frazioni di comuni, che per le loro tendenze demografiche passate rischierebbero un completo abbandono.

Nel 2019, sono 307 i comuni che appartengono all’associazione dei Borghi più belli d’Italia. Hanno una popolazione complessiva pari a poco più di 1,3 milioni di abitanti, due terzi dei quali vivono in Borghi fino a 10mila abitanti. Tra questi comuni, 104 hanno tra mille e 3mila abitanti, ma la quota più significativa di popolazione si osserva nei 66 comuni tra 5mila e 10mila abitanti dove vivono più di 470mila persone (vale a dire più di un terzo della popolazione dei comuni in esame)

Per la restante parte dei comuni si registra tra un censimento e l’altro un andamento altalenante della popolazione che non consente di individuare una tendenza univoca in termini di incremento o decremento demografico. Il trend demografico dei Borghi con meno di 10mila abitanti si caratterizza per una perdita di popolazione sistematica (-289mila persone dal 1951); invece, per i comuni con più di 10mila abitanti si registra un piccolo incremento di poco superiore ai 100mila abitanti.

“I Borghi più belli d’Italia anche se spesso distanti geograficamente tra loro rappresentano una realtà interessante dal punto di vista storico, artistico e naturale e alcuni di essi sono riusciti ad invertire lo spopolamento per aver accolto flussi immigratori dall’estero. A questi contesti dinamici dal punto di vista demografico se si associa la valorizzazione della dotazione naturale, storica, paesaggistica e ambientale si determinano le condizioni favorevoli per lo sviluppo e il benessere e, in quanto tali, possono essere considerate delle best practice di riferimento per l’intero Paese”, conclude l’Istat.

Questo è il momento per riattivare i borghi abbandonati. Ora o mai più!

Fonte: Istat

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Caporedattore di greenMe. Dopo una laurea e un master in traduzione, diventa giornalista ambientale. Ha vinto il premio giornalistico “Lidia Giordani”, autrice di “Mettici lo zampino. Tanti progetti fai da te per rendere felici i tuoi amici a 4 zampe” edito per Gribaudo - Feltrinelli Editore nel 2015.
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