Svizzera tra i ghiacciai: lo strepitoso sentiero del ghiacciaio del Morteratsch

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Andare per ghiacciai? È possibile anche questo nella meravigliosa Svizzera. Tra le Alpi orientali, nel variegato Canton Grigioni, ci sono quelli più importanti. 173 ghiacciai ricoprono una superficie di 40 chilometri quadrati e, quello del Morteratsch, con i suoi 7 chilometri di lunghezza, è senza dubbio il più grande tra i ghiacciai dell’Engadina.

Un buon equipaggiamento, scarponi da montagna o da trekking e una guida alpina che ti faccia da scorta: questi gli elementi essenziali per attraversare questi ghiacciai. Ci vuol metodo e allenamento che saranno però ripagati con le meraviglie di Morteratsch o di Pers e con il Massiccio del Piz Palü e il Pizzo Bernina.

morteratsch 3

Per arrivare al ghiacciaio di Morteratsch ci sono vari percorsi. È possibile infatti partire dalla stazione ferroviaria e poi arrivare alla meta con una passeggiata di circa 50 minuti. Oppure, un’escursione classica è quella che va dalla Diavolezza all’Isla Persa e attraversa il ghiacciaio del Pers, per poi proseguire lungo il ghiacciaio del Morteratsch e giungere da qui alla stessa stazione ferroviaria di Morteratsch. O ancora, i più esperti possono scalare il Munt Pers, recarsi sul Sass Queder a 3.066 metri, cimentarsi sulla via ferrata al Piz Trovat o scalare il Piz Palü con una guida alpina.

morteratsch

Insieme i due ghiacciai, quello del Pers e quello del Morteratsch, una volta giunti tra le correnti glaciali all’Isla Persa, come due braccia si uniscono in una, che volge al termine soltanto dopo 2 chilometri. E pensare che poco più di un secolo fa il ghiacciaio del Morteratsch si estendeva ancora per altri 2 chilometri nella valle.

Sul Sentiero glaciale del Morteratsch, il terzo ghiacciaio più lungo di tutte le Alpi orientali e che, insieme alla piattaforma panoramica della Diavolezza fa parte del patrimonio mondiale dell’UNESCO, troverai 16 stazioni informative che raccontano la storia del ghiacciaio e il suo graduale ritiro negli anni. Qui il sentiero nella conca glaciale si fa via via più austero, la vegetazione pian piano scompare e il paesaggio roccioso la fa da padrone. Ma vale la pena camminare e godere di un panorama che poche volte si incontra nella vita.

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Una passeggiata indimenticabile che vale almeno il tempo di una giornata, un itinerario favoloso che potrebbe anche essere spezzato, pernottando magari al rifugio Boval, immerso in estate in una distesa di rododendri, o – a seconda della direzione intrapresa – fermandosi al rifugio Tschierva e ritemprarsi con l’odore e il sapore di una torta di frutta. Tutto qui, camminare di buona lena, passeggiare, rilassarsi, dormire in un ambiente glaciale spettacolare, con viste mozzafiato su Palù, Bellavista, Zupò, Bernina e colpi d’occhio assicurati. Anche in questo modo #INNAMORATIdellaSVIZZERA.

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per Greenme.it dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.
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