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Al via i lavori di urbanizzazione per la costruzione del Deltaplano, il centro commerciale che raggrupperà i ristoranti e non solo delocalizzati dopo il terremoto che ha colpito Castelluccio di Norcia nel 2006. Ma non si arrestano le polemiche: 'È un ecomostro'.

Ne avevamo parlato un anno fa, l’idea di costruire un centro commerciale nel cuore dei Monti Sibillini non era piaciuta agli ambientalisti che avevano lanciato in rete una petizione per salvare il paesaggio di Castelluccio di Norcia, famoso per la sua fioritura diventata anche un piccolo segno di rinascita dopo il sisma,  in una regione che stenta a tornare agli antichi splendori.

Adesso la polemica riprende perché sono iniziati i lavori e c’è già chi dice che il centro commerciale distruggerà proprio lo spettacolo della fioritura. A nulla servono le rassicurazioni della Regione Umbria, che ha spiegato a più riprese come il Deltaplano sorgerà in una cava dismessa, sotto Castelluccio e non sul Pian Grande. 

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Anche sui social si leggono opinioni diverse e contrastanti. Ad esempio lo scrittore perugino Michele Sanvico, scrive:

 “L'importante è non prendersi in giro. Non raccontare balle. Perché è questo ciò che ci raccontavano, quel 20 luglio del 2017, in Regione Umbria, il giorno in cui si tenne la presentazione del progetto del “Deltaplano” da realizzare a Castelluccio di Norcia. Sarà «una struttura temporanea e reversibile», dicevano, «senza cemento», aggiungevano, e «realizzata in un sito già compromesso dal punto di vista ambientale», affermavano, con l'alterigia di chi ha già tutto deciso. Ma erano solo risibili balle. Perché il “Deltaplano” sta arrivando. Il “Deltaplano” è qui. Con tutto il suo pesantissimo cemento. Permanente e irreversibile, che distrugge e violenta il fianco della collina di Castelluccio.

E continua:“Come avevamo preannunciato, hanno sbancato il fianco della collina. Hanno gettato tonnellate di cemento armato. E tra poco, sul Pian Grande, visibili da ogni lato del mare d'erba, si mostreranno al mondo le mirabili costruzioni progettate dalla grande “archistar ambientalista” Francesco Cellini.Tutto «rimovibile» - naturalmente. Tutto «temporaneo». Come non crederlo?”.

 Dall’altro lato, sempre sui social c'è chi controbatte, come Francesco Riti, che scrive:  

“Questo è il Pian Grande di Castelluccio. I solchi che vedete raccontano della semina in corso. E i trattori sono le uniche cose che si muovono sulla piana. In basso a sinistra per i cacciatori di mostri c'è la base del deltaplano. Che possa piacere o meno ma non è sul Pian Grande”.

In linea con quello che aveva detto Paolo Verducci del Dipartimento di Ingegneria dell’Università degli Studi di Perugia, spiegando che ‘la struttura sarà in acciaio e legno, avvitati, senza cemento o collanti. Tutto secondo le norme dettate dal commissario per la ricostruzione. Il progetto, proprio perché è temporaneo, è lineare e facile da smontare. Si inserisce nel paesaggio, in una cava dismessa, e le coperture degli edifici sono in canapa e prato di Castelluccio”.

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Opinioni, dunque, in netto contrasto, anche se c’è chi giura che queste foto diffuse in un video Ansa mostrino proprio una colata di cemento che distruggerà la fioritura di Castelluccio.

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