alto adige bicicletta

Itinerari in bicicletta nel Sud Tirol. L'aspetto forse più bello dell'Alto Adige è la sua popolazione. Amano le proprie terre come se si trattasse delle loro stesse case, e amano i ruscelli leggeri, i boschi intensi, le piogge estive e le nevicate primaverili, le cime rocciose e i colli verdeggianti. Ci tengono, e fanno di tutto per preservarle.

Così, da un lato si fidano della saggezza dei propri antenati e seguono le tradizioni, e dall'altro accolgono con interesse le nuove tecnologie che aiutano, invece di penalizzare l'ambiente. Lo proteggono, con trenini di ultima generazione che collegano ogni località, da Bolzano che fa più di 100 mila abitanti fino a Villabassa che forse arriva a 2.000. Con oltre 600 chilometri di piste ciclabili che attraversano paesaggi estatici, che tagliano il silenzio di prati di un verde brillante e boschi che profumano di mirtilli. Con 963 centrali idroelettriche che producono energia pulita per 5,5 miliardi kWh, a fronte di un consumo locale di 3,1 miliardi: appena il 57% della produzione totale. Con bio-hotel, natur-hotel, clima-hotel, bike-hotel, hotel che seguono i principi della bioarchitettura, masi costruiti con la paglia... Le bici per il bike-sharing sono elettriche e le stazioni di ricarica sono coperte da "pensiline fotovoltaiche".

In un luogo in cui lo spazio si misura in valli ed è ancora veramente il sole a decretare l'inizio e la fine delle giornate, ci siamo immersi nell'erba alta dei pascoli e abbiamo pedalato per quasi 40 chilometri, lasciando che solo i nostri fiati disturbassero il canto degli uccelli e quello dei torrenti di montagna. Da Brunico, capitale della Val Pusteria, abbiamo raggiunto in treno San Candido dove siamo saltati in sella alle citybike di Girolibero e, armati di caschetto e borse laterali, siamo ripartiti alla volta di Brunico.

brunico bici

L'itinerario è da sogno, adatto a tutti dal momento che è quasi interamente pianeggiante e lontano dalle strade (poco) trafficate. Circondati dalle vette rocciose e austere che si perdono tra le nuvole e sovrastati da un cielo di un azzurro che ha dell'incredibile, si procede con tranquillità e pian piano ci si accorge che oltre allo sguardo anche il pensiero, qui, è libero di spaziare, non più oppresso dalle preoccupazioni di orari da rispettare né di benzina o autostrade da pagare.

La pista che seguiamo è perfettamente tenuta e segnalata: entra ed esce dall'ombra piacevole delle foreste, alternando la vista delle ampie vallate ordinate a quella degli abeti asimmetrici e irregolari che spiccano verso il cielo come le colonne di un tempio alla natura. A tratti la Rienza si accosta e nella limpidezza delle sue acque è possibile scorgere ogni sasso sul fondo e immaginare la freddezza dei suoi mulinelli.

Poco prima della metà del percorso sorge Villabassa. Si tratta di un gioiellino incastonato fra le montagne, con una grande piazza aperta su antichi hotel che conservano l'attenzione per i dettagli e i balconi che esplodono di fiori, entrambi tipicamente tirolesi. Qui visse Frau (signora) Emma, pioneristica albergatrice di fine '800 che aveva la rara capacità di riuscire vedere un po' più in là del proprio naso: fu la prima a pagare una guida alpina perché fosse sempre a disposizione dei suoi ospiti, l'unica che voleva che la stazione del treno fosse in centro paese e non fuori, una delle poche a mettere i bisogni dei propri ospiti davanti a ogni altra cosa. Oggi tutto ciò ci sembra forse ovvio, per un albergatore, ma chissà non sarebbe così se non ci fosse stata lei. In quel periodo era così famosa che quando un amico statunitense le inviò una cartolina da oltreoceano scrisse solamente "per Frau Emma, Europa". E quella arrivò.

Nonostante le sue modeste dimensioni, Villabassa è stata scenario di importanti eventi storici, e i più sportivi ricorderanno che oggi è la partenza e l'arrivo della Dolomiti SuperBike, una delle più grandi manifestazioni di MBT a livello internazionale. È inoltre un centro dov'è possibile ritrovare il proprio benessere tra bagni di fieno e immersioni nell'acqua ghiacciata dei torrenti, tipici del metodo Kneipp, una terapia inventata da un abate vissuto nell'800 che in 6 mesi guarì dalla tubercolosi grazie a ripetute immersioni nelle acque gelide del Danubio. Scoprì e mise a punto i concetti base dell'idroterapia, per i quali fu tacciato d'essere un ciarlatano e condannato da diversi tribunali austriaci e tedeschi, ma che oggi nessuno si permetterebbe di mettere in discussione.

centro kneipper

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Qui e là, dietro il fianco della montagna che si arriccia su se stesso, ci si trova improvvisamente di fronte a costruzioni nuove e vecchie, ma sempre armonizzate nell'ambiente: alcune furono abitate da grandi artisti come Gustav Mahler e Oscar Kokoschka, entrambi amanti di Alma Schindler, mentre altri sono semplicemente fienili dai tetti ricoperti di pannelli fotovoltaici, o grandi centrali a biomasse per la produzione di energia pulita.

Ogni valle ha la sua peculiarità: la Val Venosta produce frutti per tutta la regione, la Val di Non mele per tutto il mondo, la Val Pusteria patate dal gusto unico. I prodotti a chilometri zero sono la normalità perché sono i più buoni, a partire dai formaggi delle mucche allevate nei pascoli più puliti che si possa immaginare, fino al pesce, pescato nei freddi laghi di montagna limpidi come il ghiaccio.

Le opportunità di stare all'aperto sembrano non finire mai: trekking, arrampicata, nuoto, ciclismo da strada e mountain bike, equitazione, parapendio, e naturalmente sci, snowboard, slittino, ciaspolate... Se si cerca una vacanza rilassante ci sono spa e centri benessere per tutti i gusti; se si preferisce la storia ci sono abbazie e castelli che hanno ospitato rivoluzioni e giochi di potere; canederli, spetzl, kaiserschmarren e alcuni dei vini migliori del mondo aspettano i più golosi.

Il tutto a neanche un'ora da Bolzano e immerso nell'aria sottile e pulita della montagna, di fronte a panorami da far girare la testa e profumi portati da un vento carico dei fischi dei falchi e del rombo delle cascate selvagge.

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Niccolò Panozzo

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