Isole greche Covid-free: com’è vivere in un angolo di paradiso ai tempi di una pandemia mondiale

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Mentre la Grecia sta attuando il suo piano per diventare Covid-free, sulle isole dell’arcipelago il tempo sembra stranamente sospeso. Qui si lavora alacremente per avere “paradisi” immuni alla pandemia da offrire sul mercato del turismo internazionale. Anche sull’isola Erikousa, a Nord di Corfù, dove una coppia che viveva in Lombardia gestisce da alcuni anni un piccolo resort. Dopo un’esistenza stressante e frenetica, qui i due hanno trovato la loro oasi di pace.

La storia di Franca e Alessandro: da Milano all’isola Erikousa

Quella di Franca Salvi e Alessandro è la storia di un nuovo inizio. Dopo una vita caratterizzata dai ritmi frenetici di Milano, la coppia ha deciso di dire basta alla routine e lasciare l’Italia per trasferirsi in una piccola isola greca che conta circa 30 residenti. La loro vicenda conferma che spesso l’isolamento, a cui siamo stati costretti ai tempi del Covid-19, è una condizione mentale.

@Franca Salvi

Come ci racconta Franca, l’approdo sull’isola Erikousa (in italiano nota anche con il nome Merlera) non era previsto, ma una volta giunti lì è stato amore a prima vista.

“Io e mio marito Alessandro siamo arrivati su quest’isola nel 2009, quasi per caso. Eravamo di passaggio diretti altrove, ma da quel giorno non siamo più andati via.” – spiega Franca a greenMe – “Avevamo sempre vissuto a Milano dove, io chimica farmaceutica, lui biologo, eravamo soci di un importante laboratorio di ricerca nel settore farmaceutico. Totalmente immersi nei ritmi di una frenetica vita cittadina. Nel 2008 però una grande multinazionale francese ci ha chiesto di comprare tutto e, dopo averci riflettuto, d’accordo con gli altri soci, abbiamo accettato l’offerta.”

Da quel momento, i due coniugi hanno deciso di rimettere in discussione la propria esistenza, approfittando del loro tempo libero per dedicarsi a tre delle loro più grandi passioni: i viaggi, il mare e la barca a vela. “Così siamo partiti per il centro e il sud America dove siamo rimasti per circa due anni viaggiando in macchina da Los Angeles a Ushuaia.” – prosegue Franca – “Tornati in Italia, abbiamo ripreso la barca per navigare tra le isole greche. Era maggio e la nostra destinazione erano le Cicladi. Non ci siamo, però, mai arrivati perché il destino ci ha fatto sbarcare su Erikousa e abbiamo capito subito che quella sarebbe diventata la nostra nuova casa.

In quel piccolo paradiso naturale della Grecia il tempo sembrava essersi fermato e i ritmi lenti dei suoi abitanti hanno letteralmente conquistato Franca e Alessandro:

“L’atmosfera era di altri tempi, come non se ne trovano più neanche qui in Grecia: un paio di taverne, un forno per prendere il pane e un vecchio hotel degli anni 60. E la sera, nell’aria, migliaia di lucciole da perdere la testa. E’ stato amore a prima vista e non abbiamo avuto dubbi: da questo pezzettino di terra emersa avremmo iniziato la nostra seconda vita. Abbiamo acquistato un terreno, proprio di fronte al mare, sul quale avremmo costruito la nostra casa. Ma l’iter burocratico per ottenere tutte le necessarie autorizzazioni è stato piuttosto lungo, così nel frattempo il nostro progetto ha avuto il tempo di maturare, di cambiare, fino ad arrivare alla realizzazione e inaugurazione, nel 2016, del nostro piccolo resort Acantha”.

@Franca Salvi

La vita su una piccola isola della Grecia ai tempi del Covid-19

In poco tempo Franca e Alessandro hanno fatto loro il modo di vivere di quella piccola oasi di pace e ormai si sono adattati ai ritmi del posto. Hanno imparato a fare a meno delle cose superflue e a vivere in maniera semplice, facendo tesoro delle risorse offerte dalla natura. “Mangiamo perlopiù prodotti locali: il pesce del pescatore, gli ortaggi dal nostro orto o di quello dei vicini, le uova delle galline del posto e così via.” raccontano. I residenti della piccola isola, infatti, si conoscono tutti tra di loro e vivono come in una grande famiglia, aiutandosi a vicenda.

Per Franca e Alessandro anche questi ultimi mesi, segnati dalla pandemia di Covid-19, sono stati piuttosto sereni.

“Durante le ultime festività natalizie, per esempio, mentre in Italia saremmo stati da soli, qui abbiamo festeggiato in 30 persone, naturalmente tutte ‘tamponate’ e tutte negative.” – spiega Franca – “Del resto vivere su una piccola isola rappresenta di per sé, se non ci sono contaminazioni da fuori, una condizione di quarantena. Insomma l’isolamento, che molti temono, spesso è una condizione più mentale che reale, tanto che si può essere più isolati in una grande città che su un fazzoletto di terra in mezzo al mare. In fondo, è solo una questione di punti di vista.”

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Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Per la rivista Sicilia e Donna si è occupata principalmente di cultura e interviste. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe
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