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Ripopolare una piccola isola britannica abbandonata da più di 30 anni, coltivare bio e vivere in autonomia energetica. Una giovane coppia molto particolare ha deciso di raccogliere e portare a termine tutte queste sfide, lasciando il solido continente e andando a vivere sulla piccola isola di Quéménès, nel cuore dell'arcipelago di Molène, nella regione bretone del Finistère, che significa letteralmente fine del mondo.

Tutto inizia nel 2003, quando la Conservatoire du Littoral, un'istituzione pubblica francese creata con l'obiettivo di tutelare in modo permanente le aree naturali di particolare rilevanza paesaggistica ed ambientale situate sulle coste, le rive dei laghi e le distese d'acqua, acquista l'isola. Con il sostegno di un programma di scambi europei insulari denominato ISLA e di molti partner pubblici e privati , inizia la creazione di un laboratorio per lo sviluppo sostenibile dell'isola, restaurando i vecchi edifici, installando un sistema di fornitura di energia rinnovabile e uno per il trattamento delle acque, riparando il molo e stabilendo un piano per il mantenimento del prezioso ecosistema locale.

L'isola diventa presto pronta per tornare a ospitare la vita umana. È un nuovo inizio. Nel 2006 l'ente apre le candidature per la ricerca di novelli Robinson Crusoe, pronti a dedicarsi anima e corpo al recupero die questo fantastico e allo stesso tempo ostile posto , attraversato appena dalle rotte di navigazione e raggiungibile solo da Molene in barca.

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Tra i tanti, a rispondere all'appello ci sono anche i giovanissimi David Cuisnier e sua moglie Soizic, che vengono selezionati per dare il via alla loro fattoria e per aprire delle chambres d'hôtes per turisti in cerca di vacanze avventurose, con l'obiettivo di fornire loro il sostentamento necessario per vivere e, al contempo, mantenere il sito.

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Le cose sono andate benissimo e la coppia si è così innamorata di questo posto magico, tanto da aver dato alla luce proprio qui la loro piccola Chloé: "coltiviamo (deliziose) patate, abbiamo un gregge di pecore, raccogliamo le alghe e abbiamo un piccolo orto biologico", spiega la coppia avventuriera sul proprio sito web.

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Vivono così, grazie alla piccola centrale eolica da 2.500 watts e 70 metri quadrati di pannelli fotovoltaici che forniscono 6.200 watts, alla coltivazione delle patate, di cui raccolgono ogni anno tra i 10 e le 15 tonnellate, alla raccolta d'alghe, che rivendono alle industrie agroalimentari, e ai soggiorni dei turisti nelle chambres d'hôtes sull'isola.

Qui la loro pagina facebook.

Roberta Ragni

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