glamping2L'inizio di settembre ha portato nella vita di molti alcune certezze granitiche: il ritorno al lavoro, gli amici di sempre, i bambini a scuola...tra queste, c'è per molti anche la sicurezza di non ripetere mai più l'esperienza del campeggio. Si tratta, nell'immaginario collettivo, del modo migliore di godersi le vacanze a contatto con la natura, senza nessuna forma di intermediazione. Il problema è che la realtà è diversa dalla fantasia, e spesso ci si trova ad affrontare problemi che non si erano neanche lontanamente immaginati, o che erano stati sottovalutati.

La pioggia improvvisa? Come sarà romantico correre per il bosco a cercare un riparo (ma la tenda invasa da uno tsunami che investe tutto ciò che incontra è un'altra cosa); le zanzare? Suvvia, abbiamo lo spray repellente (ma la lampada di un allegro campeggiante ne attira a migliaia, e lo spray dopo un po' finisce...); dormire a terra? Si, per sentire il respiro del pianeta sotto la nostra testa (salvo poi lamentarsi dell'umidità e del torcicollo il mattino dopo).


La soluzione è quindi quella di abbandonare definitivamente l'idea del campeggio? La risposta è no, dal momento che esiste una valida alternativa costituita dal Glamping. Si tratta di un termine anglosassone, nato dalla fusione delle parole glamorous e camping per indicare i campeggi a cinque stelle, dotati di ogni comodità ed eco-friendly. Perché il campeggio verde, a dispetto dei luoghi comuni, non deve essere necessariamente spartano, anzi.

Nato negli Stati Uniti qualche anno fa, il Glamping si è diffuso da poco anche in Europa, soprattutto in Francia. Nel sud del paese sorge ad esempio il Canvas Chic, campeggio di lusso che offre ai suoi ospiti letti maestosi, tappeti persiani, ma anche illuminazione ad energia solare, menù biologico, riciclo dell'acqua piovana.

Canvas

Sempre in Francia si trovano i campeggi di Huttopia, progettati in modo da non dover lasciare nessun segno sensibile sul territorio che occupano: gli edifici sono costruiti con legno non trattato e possono essere smontati in poco tempo senza lasciare alcuna traccia; l'acqua delle piscine viene filtrata in maniera naturale; le strade non sono asfaltate e le macchine vengono relegate in un parcheggio esterno, di modo che nessun rumore possa entrare in queste oasi di pace.

eco-camp-torres-del-paine-patagonia

Oltreoceano (più precisamente in Cile) si trova invece l'Ecocamp di Torres del Paine National Park, che offre un perfetto compromesso tra hotel e campeggio, il tutto ovviamente rispettando l'ambiente circostante: gli alloggi sono ispirati alle capanne Kawesqar (una popolazione nativa della Patagonia) per resistere nel migliore dei modi al vento che lì può raggiungere i 180 km all'ora. Sono inoltre costruiti con materiali del posto e provvisti di pannelli solari. Gli ospiti hanno inoltre una vasta scelta di attività all'aperto, tutte ovviamente eco-compatibili.

Veniamo ora alle dolenti note. La maggior parte di questi glamping non sono propriamente economici, per cui in alcuni casi si possono pagare anche 100-150 euro a notte...forse, per la prossima estate, i campeggi tradizionali avranno ancora la meglio!

Sara Pietrantoni



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