agriturismo

Sarà perché spesso sono più economici dei normali alberghi, perché di solito accettano i nostri cani all’interno, o forse perché il contatto con la natura è sempre più indispensabile per il turista italiano; resta il fatto che nel nostro Paese un viaggiatore su due si considera turista rurale, alla ricerca di alloggi vacanzieri che privilegino il contatto con la natura, il rispetto dell’ambiente e una cucina a base di piatti tipici e prodotti locali.

Il dato emerge da uno studio specifico sul comportamento dei turisti italiani, dal nome “La Radiografia del Turista Rurale 2010”, effettuato da Toprural, in collaborazione con Sondea, una società che conduce analisi di mercato.

Dalla ricerca emerge che 8 italiani su 10, a causa degli effetti della crisi economica, hanno cambiato le loro abitudini in tema di vacanze: scelgono un alloggio meno caro (il 24% dei turisti intervistati), riducono i giorni di permanenza (22%), tagliano le spese superflue durante i giorni di ferie (12%) o prenotano il pacchetto all’ultimo minuto.

Complessivamente quindi – a livello nazionale - si viaggia meno, ma un terzo dei turisti rurali si sposta addirittura di più; più della metà infatti ha detto di aver mantenuto costante il numero e il tipo di vacanze in agriturismo, mentre uno su tre ha affermato di averle addirittura aumentate.

Segno che una vacanza all’insegna del benessere fisico e mentale, a contatto con la natura e l’aria pulita fà sempre più gola ai turisti del nostro Paese, soprattutto nel weekend, ma anche per le vacanze estive e quelle pasquali.

Ma qual è l’identikit del turista rurale Italiano?

Si tratta di un visitatore che abita in città piuttosto grandi, con un livello di istruzione medio-alto (il 42% è laureato), con un’età che va dai 34 ai 44 anni, e proprio questa fascia demografica rappresenta il 37% dei turisti rurali.

 

Le mete preferite per il turismo rurale?

In testa troviamo ancora una volta la Toscana (30% dei consensi), che però sta diventando sempre più rustic-chic, seguita dalla Sicilia (9%), la Puglia (8%) e dall’Umbria (8%). Agli ultimi posti ci sono invece il Friuli-Venezia Giulia, la Basilicata ed il Molise, che restano ancora luoghi autentici e inesplorati dal turismo.

Verdiana Amorosi



 

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