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È in assoluto uno dei parchi più straordinari del Belpaese e non a caso il Parco Nazionale del Gran Paradiso è stato il primo a essere istituito nel lontano 1922. Esteso per circa 70mila ettari fra Piemonte e Valle d’Aosta è veramente capace con i suoi incredibili paesaggi, che abbracciano valli e montagne che vanno dagli 800 ai 4061 metri della vetta del Gran Paradiso, di far vivere agli amanti della montagna e della natura emozioni impareggiabili.

Un parco che discende storicamente dalla Riserva di caccia costituita nel 1856 dalla casata dei Savoia per proteggere lo stambecco dall’estinzione. Nel 1919, infatti, il re Vittorio Emanuele III si dichiarò disposto a regalare allo Stato italiano 2100 ettari della riserva di caccia, purché vi creasse un parco nazionale, e così fu. Il Gran Paradiso protegge un’area caratterizzata da un ambiente di tipo prevalentemente alpino, dove a fondovalle gli alberi più frequenti sono i larici, misti agli abeti rossi, pini cembri e più raramente all'abete bianco e man malo che si sale lungo i versanti gli alberi lasciano lo spazio ai vasti pascoli alpini.

Un territorio molto variegato che consente a tantissime specie animali di abitare e muoversi liberamente all’interno dei suoi confini e infatti è sempre piuttosto facile per i visitatori che decidono di deliziarsi delle sue bellezze, avvistare stambecchi, camosci, marmotte e altri piccoli mammiferi, oltre a rapaci e molte altre specie animali. Sono ben 2400 gli stambecchi che abitano nel parco e 8mila i camosci, mentre sono state censite 21 coppie di aquile reali e negli ultimi anni hanno iniziato a tornare spontaneamente anche grandi predatori come il lupo, la lince e il gipeto, comunemente noto come “avvoltoio barbuto” o “avvoltoio degli agnelli”.

Svariati i modi per vivere il parco. Si va dalle attività più classiche, quindi passeggiate, trekking, arrampicata, rafting, mountainbike, equitazione, parapendio, nordic walking, a quelle un po’ più innovative. Qualche esempio? Il barefooting (camminare a piedi nudi), il mountain fitness (attività sportive fatte in montagna per ritrovare il proprio benessere psicofisico), lo yoga d’alta quota e il trekking yoga, con pause di respirazione fra i boschi, o la ippoterapia, per allontanare lo stress tramite il rapporto coi cavalli immersi nella natura (info: Consorzio Gran Paradiso Natura, ).

GP-Yoga-Benessere

Un’iniziativa molto interessante è sicuramente “A piedi tra le nuvole” che, con lo slogan "Spegni il motore, ascolta la montagna", propone un modo diverso di vivere i weekend di luglio ed agosto, con la chiusura al traffico della strada provinciale che porta al Colle del Nivolet (da “nuvole”), un altipiano a 2600 metri cosparso di piccoli specchi d’acqua che offre anche agli escursionisti non esperti vedute straordinarie e piacevoli passeggiate, oltre a un ricco programma di eventi, escursioni e sport.

Fra i luoghi sicuramente da non perdere all’interno del Parco: la Valle Soana che è la valle con il più alto livello di biodiversità del Gran Paradiso con la sua vegetazione lussureggiante nella quale si possono vedere i tipici boschi di latifoglie, costituiti principalmente dal castagno che pian piano salendo lascia il posto al faggio. Lungo i sentieri della valle è facilissimo incontrare il camoscio e gli altri animali che popolano i boschi. Nei centri abitati si può sentire parlare ancora il patois, tipico dialetto franco-provenzale, e si possono incontrare ancora persone che indossano tutto l’anno il loro costume tipico.

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Da non perdere anche il Giardino Botanico Alpino Paradisia, che si trova a 1700 metri di altitudine a Valnontey, Cogne, che prende il nome dal "Paradisia Liliastrum", il giglio di monte dai delicati fiori bianchi. Il giardino ospita circa mille specie di piante e fiori di cui si può andare alla scoperta di caratteristiche, proprietà e curiosità. E poi la Valle di Campiglia, col suo Santuario di San Besso, antico luogo di culto dove ogni anno, il 10 agosto, le popolazioni locali salgono ai 2000 metri del santuario per una grande festa. Il Vallone di Lavina, splendida vallata molto poco frequentata, un tempo percorso preferito dai valligiani per recarsi nella Valle di Cogne. Risalendo il vallone, il bel bosco di larici si apre in verdi radure dove si trovano antiche borgate oggi abbandonate.

Fra i sentieri più belli e interessati il Sentiero internazionale del Carro (partenza dal Lago Serrù, 2243 metri, e arrivo al colle del Carro, 3122 metri), il Sentiero internazionale della Losa (partenza dal Lago Serrù, 2243 metri, e arrivo al Colle della Losa, 2970 metri), il Colle della Crocetta (partenza da Villa Poma,1584 metri, e arrivo al Colle Crocetta, 2641 metri) con uno splendido panorama sul Lago di Ceresole e il Gran Paradiso, la Traversata dai laghetti delle Losere (2461 metri) a Ceresole attraverso i colli della Terra (2911 metri) e della Porta (3002 metri), molto panoramico e con diverse possibilità di ascensione alle vette circostanti. E ancora sono posti molto belli anche il Lago Dres (2087 metri), il Colle della Piccola (2705 metri), con bellissimi punti panoramici su tutta la parte centrale di Ceresole, il Rifugio Leonesi (2909 metri), molto panoramico su Ceresole, la conca del Dres e sul gruppo del Gran Paradiso. Ma di valli, sentieri e rifugi ce ne sono tantissimi e c’è veramente l’imbarazzo della scelta per qualsiasi livello di difficoltà. Maggiori info: Guide Alpine Gran Paradiso Canavese, Guide escursionistiche ambientali e guide del Parco, Collegio Guide Alpine.

Oltre a natura e animali il parco è anche artigianato (ancora molto diffusa la lavorazione del cuoio, del rame e del ferro battuto) e ghiotta enogastronomia con prodotti di grandissima qualità. Fra questi innanzitutto le pregiate carni bovine (prevalentemente di razza Pezzata Rossa), i formaggi e i salumi (buonissimi sono la mocetta, carne di selvaggina, capra o vacca conservata a pezzi interi, oppure il salame di patate e il boudin (sanguinaccio che le norme sanitarie hanno costretto a trasformare in una salamella a base di rape o barbabietole), mentre immancabile è ovviamente la polenta (concia, con toma o burro, oppure accompagnata da sugosi piatti di selvaggina).

Vincenzo Petraglia



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