Coronavirus. Le Maldive chiudono le frontiere agli italiani, controlli serrati anche in Russia e nei Paesi dell’Oceania

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Il Coronavirus blocca gli italiani anche alle Maldive, che annunciano lo stop a partire da stasera 7 marzo lo fino a data da destinarsi. Aumentano poi le restrizioni e i controlli alle frontiere di molti Paesi europei e asiatici, Russia compresa. Persino l’Oceania inizia a barricarsi.

Vicini all’annuncio di pandemia globale, tutti (o quasi) i Paesi del mondo cercano di correre ai ripari per contenere l’infezione ed evitare il collasso dei sistemi sanitari, che risulterebbe in un disastro umano prima che economico.

Così, se prima era la Cina l’unico bersaglio delle restrizioni alle frontiere, ora sono molti di più i Paesi con problemi di spostamento, a partire da quelli che hanno registrato e che stanno dichiarando il maggior numero di contagi, quindi Corea del Sud, Iran e Italia. Ma negli ultimi giorni anche Germania, Francia e Spagna iniziano ad avere difficoltà.

Come annunciato sul sito della Farnesina, è vietato l’ingresso alle Maldive ai viaggiatori provenienti o in transito dall’Italia nei 14 giorni precedenti l’arrivo nel Paese a partire dalle 23.59 di sabato 7 marzo ora locale. Misura che si aggiunge a quelle già prese per i viaggiatori residenti o in transito in Cina, Corea del Sud e Iran.

La Russia reagisce invece con controlli serrati alla frontiera, imponendo ai viaggiatori provenienti da Italia, Cina, Corea del Sud, Iran, Germania, Francia e Spagna l’autoisolamento di 14 giorni, tempo considerato ragionevole per scongiurare di aver contratto il temuto virus. Questo può avvenire comunque anche nella struttura di arrivo in assenza di sintomi, ma in presenza di qualsiasi cosa possa far sospettare un non perfetto stato di salute i viaggiatori saranno trattenuti in aeroporto.

Misure analoghe sono state prese in questi ultimi giorni da Serbia, Ucraina, Sri Lanka, Slovacchia, Georgia, Giordania, Repubblica Ceca, Turkmenistan, Gabon, Estornia, Macao, Thailandia, Sud Africa, Hong Kong, Kazakistan, Tanzania, Barbados, Territori Palestinesi, Ecuador, Malesia e persino Australia.

In realtà anche la Nuova Zelanda inizia a tremare, avendo registrato qualche caso, per ora sporadico, nel Paese. Per questo, anche se non ancora ufficialmente riportate sul sito della Farnesina, sono state annunciate misure restrittive dai media locali, per ora limitatamente alle regioni del Nord Italia (oltre che, al solito, per Cina, Iran e Corea del Sud).

Meno restrittivi ma comunque non liberi gli ingressi in Grecia e a Cipro, mentre in Corea del Sud, a sua volta compita gravemente dell’infezione, molti voli sono stati comunque cancellati da e per il nostro Paese.

Le misure, comunque, non riguardano i cittadini al rientro nel proprio Paese, così come ai residenti stabili.

In risposta a tutto questo, che avrà probabili e gravi ripercussioni sull’economia globale e italiana in particolare, diverse sono le iniziative a sostegno dei settori più pesantemente penalizzati e che da sempre sono da traino per il nostro Paese, in primis il turismo.

E così arrivano anche proposte di fare vacanze in Italia, come in una lettera inviata al direttore dell’Adige.it. Ma che, per ora, sembrano poco applicabili in una situazione di emergenza in cui è raccomandato, tra le altre cose, di evitare o limitare al massimo tutti gli spostamenti.

Fonti di riferimento: Ministero Affari Esteri / nzherald.co.nz / L’Adige.it

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Roberta De Carolis ha una laurea e un dottorato in Chimica, e ha conseguito un Master in comunicazione scientifica. Giornalista pubblicista, scrive per GreenMe dal 2010.
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