Civita di Bagnoregio è stata candidata a Patrimonio dell’Umanità Unesco

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Incastonata tra i calanchi della Tuscia viterbese e arroccata su un colle di tufo che iniziò a sprofondare alla fine del XVII secolo: Civita di Bagnoregio è quanto di più meraviglioso e surreale allo stesso tempo si possa mai visitare in Italia. Un luogo che nel corso dei secoli ha fatto fatica a bastare a se stesso, ma che ora merita appieno la candidatura nella lista del Patrimonio Mondiale dell’Unesco. Il motivo? Il suo è un “un paesaggio culturale di straordinaria rilevanza”.

È questa, e molto altro, la motivazione che ha portato il Consiglio Direttivo della Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco ad approvare come candidatura italiana da presentare all’esame del Comitato del Patrimonio Mondiale nel 2022 proprio “Il paesaggio culturale di Civita di Bagnoregio”.

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Arroccato su una collina, per raggiungerlo è necessario attraversare un ponte lungo 200 metri, un alto viadotto pedonale che congiunge Bagnoregio alla porta S. Maria o del Cassero, l’imponente accesso al borgo. E di qui, ci si imbatte poi in stradine, slarghi e piazzette, tra un affaccio sui calanchi e frantoi rinascimentali

Considerato uno dei borghi più belli d’Italia – ma anche soprannominata spesso “la città che muore” -, il piccolo centro fu fondato 2500 anni fa dagli Etruschi e sorge su una delle più antiche vie, quella che inizia dal Tevere e finisce nel lago di Bolsena. Tutto il borgo ha, quindi, un’impronta medievale e un’atmosfera familiare ferma nel passato. Uno scenario arricchito dalla Chiesa di San Donato, che si affaccia sulla piazza principale e custodisce al suo interno il Crocifisso ligneo quattrocentesco, ritenuto miracoloso, cui è legata la processione del Cristo morto.

La candidatura rappresenta un esempio eccezionale di interazione umana con un ambiente ostile costantemente minacciato da forze naturali. Un sito in cui l’ingegnosità umana sfida un territorio che per secoli, e ancora oggi, è caratterizzato da fenomeni erosivi che ne hanno delineato l’iconicità e influenzato gli aspetti sociali, culturali, urbani e architettonici. L’eccezionale resilienza della comunità, che cerca di mitigare fenomeni irreversibili ininterrotti da secoli, contribuisce in modo sostanziale a rendere Civita di Bagnoregio un paesaggio culturale di straordinaria rilevanza”, si legge sul sito della Commissione.

Da quasi sette anni l’ingresso al borgo è a pagamento, un modo volto a contribuire alla salvaguardia di questo paesaggio così fragile. La nomina a patrimonio darà sicuramente nuova linfa. Aspettiamo con ansia il 2022!

Fonte: Unesco

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per greenMe dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.
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