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A Londra col passaporto: cosa servirà dal 1 ottobre 2021 per entrare nel Regno Unito

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Dal 1° gennaio scorso è Brexit: sancita, cioè, definitivamente, la separazione tra Regno Unito e Unione Europea. Tasse universitarie intere e stop all’Erasmus le principali novità per gli italiani e gli altri europei. Ma cosa succederà per chi dovrà fare ingresso in UK per turismo?

Non ci sarà bisogno di visto per i turisti, ma per visitare il Paese sarà necessario il passaporto e non si potrà restare per più di tre mesi. Il Regno Unito ha di fatto votato per lasciare l’Unione europea nel 2016 e ha lasciato ufficialmente il blocco commerciale il 31 gennaio 2020. Se finora c’è stata una situazione di stallo e di graduale transizione, tra pochi giorni, tutto cambierà anche per chi dovrà viaggiare.

I cambiamenti più sostanziali riguardano infatti gli spostamenti e le condizioni per studiare e lavorare in UK, mentre alcune norme, tra cui alcune ambientali, sono rimaste analoghe con l’obiettivo di non fornire a nessuna delle due parti un vantaggio economico competitivo. Anche se, per esempio, sulle procedure di approvazione di farmaci e alimenti non sarà proprio la stessa cosa, tutt’altro.

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Cosa serve per visitare il Regno Unito come cittadino UE

Cambiano le modalità di ingresso nel Regno Unito (Inghilterra, Galles, Irlanda del Nord e Scozia): dall’1 ottobre 2021 non sarà più possibile entrare nel Paese con la sola carta d’identità europea com’è avvenuto finora.

Secondo quanto si legge sul sito del Governo britannico, i cittadini Ue (e SEE e svizzeri) possono recarsi nel Regno Unito per vacanze o brevi viaggi senza bisogno di visto. Tuttavia, si può attraversare il confine del Regno Unito utilizzando un passaporto valido che dovrebbe essere valido per tutto il tempo in cui ci si trovi nel Regno Unito.

In buona sostanza, quindi, non si potrà utilizzare una carta di identità Ue (del SEE o della Svizzera) per entrare in UK dal 1 ottobre 2021 a meno che:

Coloro che si recano in UK alla ricerca di un’occupazione dovranno avere un visto concesso solo se si ha già un’offerta di lavoro e un salario previsto di almeno 25.600 sterline (circa 28 mila euro).

Cani e roaming

L’UK non è più soggetto al divieto di tariffe di roaming aggiuntive, sebbene entrambe le parti incoraggeranno gli operatori ad avere “tariffe trasparenti e ragionevoli” (ma i dettagli non sono stati ancora rilasciati).

Nel frattempo, crisi Covid permettendo, le persone in viaggio dovrebbero verificare con la loro compagnia di telefonia mobile prima di spostarsi, perché gli operatori di telefonia mobile del Regno Unito potranno far pagare il roaming con tariffe anche molto alte.

Per i nostri amici a quattro zampe, tutto ancora più complicato: gli animali domestici saranno ancora ammessi, ma sarà un iter più lungo in quanto i proprietari dovranno ottenere un certificato di salute animale per ogni viaggio che faranno.

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Fonte: UK Gov

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per greenMe dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.
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