Myanmar, le rovine delle antiche e maestose pagode di Indein (FOTO e VIDEO)

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Del suo antico splendore non rimane oggi che un villaggio quasi del tutto fatiscente. Sulla sponda occidentale del Lago Inle, nel cuore della giungla del Myanmar, c’è Indein, un piccolo gioiellino di antiche pagode indiane. Alcune sono state restaurate ma la maggior parte, versa in condizioni di rovina.

Il villaggio si raggiunge in barca e può essere visitato solo nelle stagioni delle piogge quando cioè, l’acqua dell’ Inn Thein – il torrente stretto e tortuoso che attraversa risaie e canneti di bambù -, è abbastanza alta da permettere la navigazione.

Oltre che per la sua splendida collezione di pagode di varie forme e dimensioni, il borgo birmano è conosciuto perché ospita un mercato all’aperto di prodotti agricoli e manufatti artigianali. Su stuoie di bambù, gli agricoltori del popolo Pa-Oh vendono ciò che coltivano sulle colline vicine. Il mercato è itinerante, dura cinque giorni e coinvolge tutti i villaggi che si trovano intorno al Lago Inle.

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Esso fa da scenario alle pagode, chiamate anche stupa, che sono i principali monumenti buddisti. Nati come un cumulo di pietre, sono diventati col tempo costruzioni funebri contenenti le reliquie di persone in vista. Hanno la forma di una campana con il picco in metallo dorato, impreziosito da gioielli e sormontato da una decorazione a forma di ombrello sacro.

Le pagode sono costruite attorno a due zone, quella di Nyaung Ohak e quella di Shwe Inn Thein. Nel primo sito le stupa non sono state restaurate, alcune però si sono ben conservate, altre sono ricoperte dalla vegetazione. La loro caratteristica è quella di essere decorate con sculture in stucco che raffigurano divinità femminili e animali mitologici ma anche, affreschi di Buddha.

Superato a piedi il pontile si arriva nel secondo gruppo di pagode, quello di Shwe Inn Thein, sulla cima della collina. Qui ci sono più di mille edifici costruiti tra il 17° e il 18° secolo, alcuni dei quali verniciati e intonacati in oro durante il restauro fatto grazie alle donazioni di famiglie ricche birmane e di stranieri. Probabilmente queste pagode risalgono ai tempi dell’imperatore indiano Ashoka che li fece costruire per diffondere il buddismo. Al centro del gruppo dello Shwe Inn Thein vi è poi il santuario con la statua in oro di Buddha.

Oggi il villaggio è una delle attrazioni turistiche più visitate perché rappresenta l’antico legame tra tradizione e religione, purtroppo però il costo troppo alto del restauro ha comportato la rovina di moltissime pagode ma, c’è chi le preferisce così obiettando che i ritocchi ne hanno scalfito il classico splendore.

Dominella Trunfio

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Giornalista professionista, laureata in Scienze Politiche con master in Comunicazione politica, per Greenme si occupa principalmente di tematiche sociali e diritti degli animali.
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