Riflessioni antispeciste pre-cenone natalizio : ipocrisia o compassione?

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E’ quasi Natale, riniziano i soliti buonismi e tornano a circolare le solite frasi fatte. Fatto sta che di buono questa società ha poco o niente, dato che ammette la tortura e l’uccisione di esseri viventi quali gli animali non umani. Per lo meno in Italia qualche progresso c’è stato dato che già nel 2006 ci fu il primo arresto di un uomo per maltrattamento e uccisione di una cagnolina a Cagliari. Lo squilibrato, docente di ingegneria dell’Università di Cagliari, fu condannato grazie alla legge 189 del 2004, che prevede sanzioni e pena di reclusione fino a 3 anni per chi si macchia di abusi verso gli animali di compagnia (cani e gatti).

Ma quando si tratti di altri animali, che per loro sfortuna fanno parte del menù di gran parte della popolazione, il caso è ben diverso. In Canada ad esempio, una donna di nome Anita Krajnc è ora sotto accusa per avere dato dell’acqua a dei maiali in attesa di essere trasportati al mattatoio in un torrido giorno d’estate.

La Toronto Pig Save è un’associazione che da ben 4 anni si occupa di sostare ai semafori delle strade percorse dai camion per andare al mattatoio, con il fine di confortare e dissetare i poveri animali destinati al macello. Sembra un controsenso o un gesto inutile dato che la loro fine è comunque segnata, ma apportare il proprio granello di arena è sempre importante. Quei gesti di affetto sono probabilmente gli unici che questi animali abbiano mai ricevuto in tutta la loro vita e ritengo di estrema importanza coltivare la compassione verso tutti gli esseri viventi, senza discriminazioni. Per questo sono a mio parere degni di stima e ammirazione tutti gli attivisti che hanno il coraggio di sfidare la legge per cercare di alleviare la sofferenza imposta dal genere umano agli altri animali.

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Ora Anita rischia una multa di 5000 dollari e fino a 10 anni di carcere per il suo gesto in seguito alla denuncia dell’allevatore, infatti per legge i maiali sono considerati proprietà privata e possono essere trasportati senza cibo né acqua per 36 ore. Resta da chiedersi come mai sia legale rompere il finestrino di una macchina nel caso in cui vi sia rinchiuso un cane in un’afosa giornata estiva mentre sia illegale dissetare dei maiali in un ardente camion di metallo.

Considerare criminale un atto umano per eccellenza, ovvero dissetare chi ne ha bisogno, è l’apoteosi dell’incoerenza.

C’è da chiedersi se davvero siamo coscienti di ciò che succede attorno a noi e di quanti dei nostri piccoli atti quotidiani possono fare la differenza. Informarsi ed aprire gli occhi a costo di perdere popolarità e approvazione, fare le scelte col cuore e non solo con il palato, assumersi la responsabilità dei propri atti.

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Sarà anche quasi Natale, ma il regalo più bello per il pianeta sarebbe risvegliare la fiamma della compassione dentro di sé, rendersi conto di ciò che l’industria della carne rappresenta davvero e applicare questa nuova consapevolezza tutti i giorni dell’anno.

Christine Michel Fayek

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