Torino, la città più esoterica d’Italia. Come e quando andare

palazzo reale torino

Siamo stati a Torino un paio di anni fa, quando era in esposizione la Sacra Sindone e noi tornavamo dal nostro giretto all’Expo di Milano. Proprio il mistero che avvolge la sindone e l’enigma che l’accompagna da secoli mi ha fatto associare l’idea di una Torino indecifrabile sotto alcuni punti di vista.

Se siete amanti dell’esoterismo o semplicemente dei curiosi e vi trovate dalle parte di Torino non perdete l’occasione di conoscere il lato oscuro di quella che da sempre viene considerata la città più esoterica d’Italia.

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Pare, infatti, che a Torino si trovino ovunque dei simboli magici e dei riferimenti a delle sette massoniche: nella Chiesa della Misericordia, per esempio, sono conservati strumenti di esecuzione capitale, così come l’antica farmacia “Tullio Bosco”, la cui facciata è ornata di simboli alchemici. Ma anche sulla facciata della Chiesa dei Santissimi Martiri sono incastonate in quattro nicchie statue femminili, di cui solo la prima legata al culto cristiano, Maria Maddalena, mentre le altre tre raffigurano delle dee pagane.

Si può allora partire da Piazza Statuto, ritenuta il vertice del triangolo di magia nera che Torino formerebbe con Londra e San Francisco, che sorgerebbe sopra una “città dei morti”, una necropoli dell’epoca romana, e sfocia sulla traversa di via Valdocco, conosciuta “Rondò della forca”, punto in cui venivano eseguite le esecuzioni capitali.

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Al centro della piazza, altro simbolo è la Fontana del Frejus che ricorda le vittime del lavoro per la costruzione del tristemente celebre traforo e rappresenta figure umane molto sofferenti, mentre sulla cima c’è un angelo con in testa una stella a 5 punte simbolo magico. Tutto ciò potrebbe essere o un’allegoria della difficoltà della conquista della vera conoscenza da parte dell’uomo (l’angelo con la stella), oppure la raffigurazione della “Porta degli Inferi”, con quello che in realtà è Lucifero con lo sguardo verso est, verso la parte di Torino legata alla magia bianca e probabilmente verso la chiesa della Gran Madre di Dio.

E proprio la Chiesa della Grande Madre di Dio, nella piazzetta omonima, dovete visitare se siete appassionati di esoterismo: definita anche Tempio, risulta un po’ diversa dagli altri edifici di culto soprattutto perché non ci sono esposti simboli cristiani come croci.

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Al suo interno, due statue rappresentano la Fede, il cui dito indice indica – secondo il dire popolare – il luogo in cui sarebbe nascosto il Sacro Graal, e la Religione, che mantiene l’unica croce presente nella chiesa. In più, sul frontone non sono raffigurati gli Apostoli ma i Decurioni che chiesero l’edificazione del Tempio e nel sacrario dei Caduti della Grande Guerra c’è una statua della Vergine Nera.

Andando via da Piazza Statuto, si può imboccare via Garibaldi: qui l’antica farmacia chimica “Tullio Bosco”, già piena di simbologie, conserva nel sottosuolo tre grotte alchemiche dal grande potere esoterico, in cui potrebbe essere conservata la mitica pietra filosofale, tanto desiderata da alchimisti e maghi come Cagliostro o Nostradamus.

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Un soggetto di chiara origine esoterica al centro di Torino?

Il Palazzo Trucchi di Levaldigi (oggi sede della Banca Nazionale del Lavoro), o “Palazzo del diavolo”, in via Alfieri all’angolo con via XX Settembre, ha un cosiddetto “portone del diavolo“, così chiamato perché pare sia comparso nottetempo dal nulla. Il portone è ornato da fiori, frutta, simboli nascosti e qualche amorino, mentre sul battente di bronzo sono rappresentati diavoli e serpenti. Al suo interno, sarebbero accaduti episodi misteriosi, come l’assassinio di una ballerina pugnalata durante un ballo o la scomparsa di un soldato.

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Il Palazzo Reale in Piazza Castello avrebbe un cancello con le statue equestri dei due Dioscuri, Castore e Polluce, e tutte e due hanno una stella a 5 punte sulla testa, a rappresentare il confine tra la città santa e quella diabolica.

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Qui un tempo veniva esposta la Sacra Sindone e, secondo gli esperti di esoterismo, il punto particolare dove sorge il palazzo Reale, sarebbe l’epicentro dell’energia positiva rappresentata dal triangolo di magia bianca di cui Torino farebbe parte.

Quando andare a Torino

Noi siamo stati a giugno e ancora non faceva molto caldo. I periodi migliori per andare a Torino sono la primavera inoltrata e il periodo natalizio, quando la città acquista ancora più magia con l’accensione delle Luci d’Artista.

Noi ci siamo arrivati in treno e vi assicuro che ci si può spostare a piedi o in bus per la città con tutta comodità 😉

Alla prossima

Germana

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