Tartaruga d’acqua: habitat, specie, cure e tutto quello che devi sapere

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Se possiedi una tartaruga d'acqua o hai intenzione di adottarla, ecco tutto ciò che devi sapere su questo rettile. La tartaruga d'acqua è un rettile famoso per la sua longevità, ma anche per essere piuttosto timido come animale da compagnia.

Rispetto alle sue cugine di terra, questo tartaruga è di pur sempre tranquilla, ma di dimensioni ridotte, anche se tutto dipende dalla specie di appartenenza. Come tutti gli animali, ha bisogno di cure e di un habitat specifico che non corrisponde affatto alla vaschetta di plastica con l’isoletta con la quale la tartaruga d’acqua viene spesso venduta. Se hai deciso di aprire la tua casa ad una tartaruga d’acqua qui ci sono tutte le informazioni essenziali su questo animale.

Prima di adottarla, rifletti bene…

Ogni anno milioni d’esemplari di queste tartarughe vengono esportate dagli USA in Europa e in Giappone. Gli adulti sono prelevati in natura e allevati in speciali aree. Le uova deposte su spiagge artificiali vengono raccolte e messe in enormi incubatrici dove i tempi di schiusa delle uova sono modificati secondo la domanda di mercato. In seguito, stipate a centinaia in piccole scatolette, sono spedite ai Paesi esteri (circa 2 milioni di animali l’anno giungono in Italia). Più del 95% di tartarughe muore entro l’anno durante il trasporto, a causa del freddo e per malattie dovute a una cattiva alimentazione. Le restanti crescono (raggiungendo anche i 30 cm. di diametro nel giro di 6-8 anni con sufficienti spazio, cibo e calore), sporcano, puzzano, diventano ingestibili e la gente se ne vuole liberare.

Abbandonate in laghetti, paludi, corsi d’acqua e giardini zoologici (oltre 20.000 animali l’anno), esse entrano in competizione con le poche tartarughe acquatiche rimaste in Italia che, non essendo abili nuotatrici e non essendo in grado di mangiare grandi quantità di vegetazione, in condizioni di scarso cibo d’origine animale, non sopravvivono alle intruse americane.

Dove mettere le tartarughe d’acqua?

La tartarughe d’acqua amano il sole e, come il nome suggerisce, anche l’acqua. Affinché possano fare il pieno di vitamina D, la cui carenza provoca la deformazione del carapace e problemi di crescita, è importante ricreare un habitat adatto per la tua tartaruga con almeno un punto sopraelevato dove poter farla esporre ai raggi solari. L’habitat ideale sarebbe senza dubbio un laghetto in giardino, ma per chi non dispone di tutto questo spazio anche un terracquario va bene dove la temperatura non dovrà mai essere inferiore ai 20°. Il fondo dovrà essere coperto di ghiaia non troppo fine, dotato di una zona asciutta (legno, sassi o rocce) e l’ambiente arricchito eventualmente con piante non di plastica, che potrebbero ferire l’animale. Evitare di allevare nello stesso acquario troppe tartarughe, perché sono aggressive e possono ferirsi tra loro.

Quanto costa una tartaruga d’acqua?

Il costo di una tartaruga d’acqua non è alto poiché solitamente è di 15 euro, ai quali vanno naturalmente aggiunte le spese per le eventuali visite veterinarie e per il mangime. Noi consigliamo comunque di adottarle dalle associazioni che si occupano di salvare animali e nei centri di recupero di animali selvatici.

Quanto vive una tartaruga d’acqua domestica?

La tartaruga d’acqua è un animale longevo e robusto con una aspettativa di vita che si aggira intorno ai 20-30 anni. Rispetto alle tartarughe di terra, questi animali vivono meno a lungo. C’è poi da tener presente che non si trovano in natura, ma in cattività e per quanto possiamo amarle e accudirle, questo fattore avrà sempre un certo peso.

Quante specie di tartaruga d’acqua esistono?

Al mondo esistono più di 250 specie di tartarughe acquatiche che vivono in acqua dolce, nelle paludi o in altre zone molto umide. Fatta questa premessa, le specie più diffuse si distinguono, oltre che per alcune caratteristiche fisiche, per il colore delle macchie che presentano vicino agli occhi e in alcune parti del corpo.

Le specie più comuni sono:

  • Trachemys scripta scripta, dalla macchie gialle sulla testa, molto diffusa negli Stati Uniti ed in Messico. Le femmine tendono ad essere più grandi dei maschi.
  • Trachemys scripta elegans, dalle macchie rosse e dal colore verde accesso per le giovani tartarughe e molto più scuro per le adulte. E’ una delle razze più diffuse al mondo che si trova perciò in tutti i continenti, ma la sua vendita è stata vietata dall’Unione Europea nel 2019. Anche per questa specie, le femmine sono di dimensioni maggiori.
  • Trachemys scripta trostii, simile alla elegans, ma con macchie che tendono di più all’arancione. Le caratteristiche della coda definiscono il sesso della tartaruga che nei maschi è più lunga e pronunciata.

Cosa mangia una tartaruga d’acqua?

Le tartarughe d’acqua hanno una alimentazione molto varia che inizia da carnivora quando l’esemplare è giovane e si tramuta in quasi totalmente vegetariana con gli anni. Il mangime dev’essere quanto più simile possibile a quello che mangerebbe in natura: sì ad alghe, gamberetti, pesce e anche carne macinata (le tartarughe ne vanno ghiotte), così come insalata.

Meglio evitare la frutta, i prodotti in scatola come il tonno sott’olio o al naturale ed il cibo per altri animali come per cani e gatti.

Quando si cambia l’acqua alla tartaruga?

L’acqua andrebbe cambiata di norma ogni 10 massimo 15 giorni, con maggior frequenza nei mesi estivi e primaverili. Sarebbe inoltre utile procurarsi un motorino con un filtro apposito da inserire all’interno del terracquario.

Quando pulite il terracquario, posizionate la tartaruga in una zona sicura. Attenzione quando la afferri. La presa deve essere ben salda e non vicino la testa. Molte tartarughe mordono, altre invece amano essere coccolate, come la mia.

Dove portare una tartaruga trovata?

Se per una ragione o per un’altra non puoi più prenderti cura della tua tartaruga d’acqua oppure se ti imbatti in una tartaruga abbandonata, ci sono tanti centri e associazioni private sul territorio italiano che si occupano della cessione e del recupero di questi esemplari, acclimatandoli in spazi di semilibertà.

Uno di questi è l’A.R.F. Associazione Recupero Fauna del Lazio che accoglie, con un contributo per le spese di recupero, tartarughe ed altri animali. Queste devono essere portare presso un ambulatorio convenzionato all’interno di un fauna box dal fondo soffice, che può essere creato con un asciugamano, e deve essere privo di oggetti. I numeri dell’A.R.F. sono inoltre a disposizione per fornire informazioni in caso di soccorso dell’animale.

Le tartarughe, per quanto timorose, sono esseri viventi, non oggetti e per tale necessitano di tempo e cure. Se non sei sicuro di potergliene dedicare in abbondanza, prima prendere una tartaruga, pensaci su.

Fonte: A.R.F. Enpa Catania

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Laureata in Lingue, attivista e volontaria per i diritti degli animali. Amante della cucina vegetale, di vini rossi e di tutto ciò che profumi di cannella.

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