Pinne di squalo: 1 milione di cittadini europei vota per fermare lo shark finning

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Basta con lo Shark Finning: raccolte un milione di firme per chiedere lo stop al commercio di pinne di squalo in Europa 

È il momento di fermare la crudele pratica dello Shark Finning: raccolte un milione di firme per chiedere lo stop al commercio di pinne di squalo in Europa 

Ogni anno milioni di squali vengono barbaramente uccisi in tutto il mondo. Queste creature marine a rischio estinzione, che svolgono un ruolo chiave per gli ecosistemi oceanici, vengono cacciate principalmente per le loro pinne (pratica nota come Shark Finning), vendute a caro prezzo per preparare piatti considerati prelibati soprattutto in Asia. Per fermare il crudele commercio delle pinne di squalo in Europa i cittadini del Vecchio Continente hanno lanciato l’ICE (Iniziativa dei Cittadini Europei) “Stop Finning – Stop the Trade”, che ha appena raggiunto un milione di firme. Un traguardo importante di cui adesso la Commissione Europea dovrà prendere atto, esaminando le proposte avanzate.

Ora possiamo contare sulle tante voci dei cittadini dalla nostra parte per porre fine una volta per tutte al commercio di pinne di squalo nell’UE – ha commentato Nils Kluger, portavoce dell’ICE – Più cittadini continueranno a votare, più incisivo sarà il nostro mandato. È molto importante per fare in modo che un’iniziativa di successo si tramuti in una legislazione efficace.

L’Iniziativa dei Cittadini Europei è stata accolta con grande entusiasmo anche da atleti celebri come il tennista austriaco Dominic Thiem e il calciatore tedesco Kai Havertz, che hanno espresso il loro sostegno alla causa. Anche Robert Marc Lehmann, noto biologo marino e youtuber tedesco, ha affrontato il tema e moltissime persone hanno seguito il suo invito ad aderire all’iniziativa, mentre in Francia a dare eco all’iniziativa è stato il documentarista Hugo Clement ha supportato l’iniziativa.

Ma la mobilitazione contro il commercio delle pinne di squalo ha avuto una risonanza inaspettata anche fuori dai confini europei dall’attivista, modella e biologa Ocean Ramsey e dall’attore Alec Baldwin.

Leggi anche: Pinne di squalo: il Regno Unito è il primo Paese europeo a vietare lo Shark Finning 

Cos’è lo shark finning

Come anticipato, lo shark finning è una pratica estremamente cruenta che consiste nel taglio delle pinne dello squalo, spesso quando questo è ancora vivo. Senza pinne questi animali marini affondano sul fondo del mare dove soffocano, muoiono dissanguati o vengono mangiati da altri predatori.

Le pinne di squalo sono tra i prodotti ittici più costosi e vengono acquistate da singoli cittadini o ristoranti per preparare pietanze tra cui la pregiata zuppa di pinne di squalo, specialità tradizionale cinese, le cui origini risalgono ai tempi della dinastia Ming.

Il commercio di pinne di squalo in Europa

Diversi Paesi europei sono coinvolti nel business delle pinne di squalo. Si stima che ogni anno vengano esportate dall’UE circa 3.500 tonnellate di pinne, per un valore complessivo di circa 52 milioni di euro.

In realtà, il regolamento UE “Fins Naturally Attached” –  in vigore dal 2013 – vieta senza eccezioni lo stoccaggio, il trasbordo e lo sbarco di tutte le pinne di squalo nelle acque europee. Ciò implica che l’animale morto deve essere caricato intero, e solo in porto posso essere asportate le pinne.

Tuttavia, le pinne di squalo possono ancora essere scambiate legalmente in tutta Europa. L’ICE nasce proprio per chiedere una modifica legislativa all’Unione Europea che preveda la completa messa al bando dell’importazione, esportazione e transito delle pinne di squalo.

Fonte: Stop Finning

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Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe

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