Mentre altre città si riempiono di veicoli, Berlino punta a diventare sempre più verde 

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Tra non molto a Berlino potrebbe sorgere la più grande area pedonale del mondo, grazie ad un ambizioso progetto che ha riscosso un enorme successo tra i suoi cittadini. Un esempio virtuoso per tante altre capitali europee dove regnano smog e cemento

Berlino non è solo una città stimolante e amatissima dai giovani. È una capitale europea che custodisce il suo passato, ma che sa guardare al futuro. E al contrario di tante altre città sempre più grigie per vie dello smog e del cemento, Berlino punta a diventare più verde, tanto da essere ormai considerata un modello virtuoso dagli ecologisti. Non è un caso se il quotidiano britannico “The Guardian” l’abbia recentemente incoronata la città europea migliore in cui fare una passeggiata. Proprio a Berlino, infatti, tra non molto potrebbe nascere la più grande area pedonale del mondo, grazie ad un ambizioso progetto che sta riscuotendo grande successo tra gli abitanti del posto.

Bando alle auto, sì al verde: il progetto Berlin Autofrei

Berlin Autofrei: è questo il nome della splendida iniziativa, lanciata da tre cittadini tedeschi che hanno provato a immaginare come sarebbe migliorato il centro di Berlino eliminando le auto. L’idea è quella di chiudere al traffico automobilistico tutta l’area interna al Berliner Ringbahn, il raccordo ferroviario circolare che si estende per 37 km.

Un progetto apparentemente utopistico ma che potrebbe trasformarsi in realtà, visto che alla raccolta firme hanno aderito ben 50.333 cittadini nell’arco di appena tre mesi.

La fase di raccolta ha dimostrato che molti berlinesi desiderano una città in cui valga la pena vivere, con spazio per una mobilità rispettosa del clima e sicura. – commentano i promotori di Berlin Autofrei – Abbiamo raggiunto il quorum necessario, il Senato sta attualmente esaminando il nostro disegno di legge e da marzo 2022 la Camera dei Rappresentanti avrà quindi quattro mesi per discutere la nostra proposta. Al più presto inizierà la seconda fase di raccolta.

L’obiettivo è quello di spingere per un referendum popolare, da indire entro il 2023. Se il progetto dovesse andare in porto, il volto di Berlino cambierebbe radicalmente in meglio e sarebbe una grande ispirazione per tante altre grandi città europee. A beneficiare dell’assenza di auto sarebbe l’ambiente e la salute dei cittadini che potrebbero respirare aria più pulita. Gli unici mezzi ammessi nell’enorme “car free zone” sarebbero infatti i taxi, i veicoli addetti alla raccolta dei rifiuti e al delivery e i residenti con ridotta mobilità. Un modo per spronare i berlinesi ad usare di più le bici e i mezzi pubblici, in modo da combattere l’inquinamento acustico e atmosferico.

Berlino: città verde e in continua evoluzione

Al di là dell’ambizioso progetto Berlin Autofrei, la capitale della Germania si distingue per la presenza di spazi verdi ed è una delle città più ecosostenibili del Vecchio Continente. Tra grandi giardini e parchi c’è l’imbarazzo della scelta per chi vuole fare una passeggiata all’aria aperta o andare in bici. I berlinesi possono contare su una rete di trasporti pubblici molto efficiente e hanno a disposizione una pista ciclabile di ben 160 km lungo l’area in cui sorgeva il Muro di Berlino che divideva la zona Est da quella Ovest durante la Guerra Fredda.

Gli abitanti di Berlino amano trascorrere del tempo nei loro parchi, ad esempio al Tiergarten (nel cuore della città) o al Volkspark (il parco comunale più antico della capitale tedesca). Per rendersi conto di quanto i berlinesi abbiano a cuore gli spazi verdi e investano nella loro realizzazione basti pensare che dove un tempo sorgeva il monumentale aeroporto nazista adesso si trova il più esteso parco pubblico della città: il Tempelhof.

Insomma, mentre tante città si “vestono” di un triste grigio, Berlino preferisce sfoggiare il verde e preservare l’ambiente e la salute dei suoi cittadini.

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Fonte: Berlin Autofrei 

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Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe

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