Il falso impegno di ridurre plastica: la lista dei supermercati che hanno ingannato di più i consumatori

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C'è ancora troppa plastica nei supermercati di tutta Europa e la gran parte fa davvero poco per ridurla, ingannando anche i consumatori con alcune azioni che non sono affatto risolutive. La lista dei peggiori comprende 14 supermercati che ottengono un punteggio di 0 su 100!

Quando andiamo al supermercato non possiamo non notare l’uso smodato (e a volte anche assurdo) che si fa degli imballaggi in plastica. Le maggiori catene di supermercati – almeno in teoria – si sono impegnate nella riduzione della plastica nei loro punti vendita ma è davvero così? Non proprio, secondo una nuova ricerca europea condotta dalle Ong della coalizione Break Free from Plastic su 13 Paesi (Italia esclusa).

Leggi anche: C’è davvero troppa, inutile e dannosa plastica nei nostri supermercati (e ve lo dimostriamo)

Il rapporto “Under wraps? Quello che i supermercati europei non ci dicono sulla plastica” ha analizzato complessivamente 130 distributori di 13 Paesi, anche se alla fine sono stati 74  quelli incorporati nell’analisi per valutare:

  • performance e trasparenza
  • impegno
  • sostegno a politiche di governo ambiziose

Quello che è uscito fuori è che l’impegno è generalmente scarso e che tra ciò che si pubblicizza e ciò che davvero si fa c’è un abisso!

Infatti il punteggio medio raggiunto dai supermercati in merito alla riduzione della plastica è solo di 13,1 punti su 100. Come mai? I supermercati europei si fanno portavoce di iniziative contro l’inquinamento da plastica ma poi, nella concreta realtà, agiscono diversamente, rallentano i processi necessari al cambiamento e “ingannano” i consumatori con soluzioni che sembrano essere più che altro “specchietti per allodole”.

Insomma, non solo non fanno abbastanza ma si ergono spesso anche a grandi fautori di cambiamenti nella lotta alla plastica, cosa che non corrisponde affatto alla realtà, secondo questa indagine.

Da quello che emerge dal report, infatti, ben l’82% delle aziende non ha fornito neanche le informazioni basilari in merito al loro impegno nel ridurre la plastica, né tanto meno ha spiegato come si valuta se gli obiettivi sono stati effettivamente raggiunti.

La lista dei supermercati che hanno ingannato di più

C’è un altro dato molto indicativo che emerge dal rapporto: lo stesso marchio può avere punteggi e impegni molto differenti da Paese a Paese.

È il caso, ad esempio, di Carrefour che si è classificato primo in Francia ma ultimo in Spagna e di Lidl, che ha ottenuto 44,7 punti nel Regno Unito ma solo 13-23,7 punti in altri Paesi.

In testa alla classifica dei supermercati più virtuosi troviamo Aldi (nel Regno Unito), seguito sempre da Aldi in Irlanda. Lidl (in UK) è al terzo posto seguito da Carrefour e Biocoop in Francia.

supermercati plastica migliori tabella

@changingmarkets

Quali sono invece i supermercati che hanno ingannato di più i consumatori e si impegnano meno nella riduzione della plastica?

Ottengono un punteggio sotto la media del 13,1:

  • Lidl (in Austria, Portogallo, Spagna)
  • Aldi (Nord) in Portogallo
  • Tesco in UK e Irlanda
  • Auchan in Portogallo e Ucraina
  • El Corte Inglès in Spagna
  • Metro in Germania
  • Edeka (Germania)
  • Netto (Germania)
  • Kaufland nella Repubblica Ceca
  • Dagofra in Danimarca

e altri che potete vedere nella seguente infografica:

supermercati peggiori plastica

@Changing Markets

Ma ci sono anche dei supermercati che hanno ottenuto 0 come punteggio e quindi sono i peggiori tra quelli analizzati:

  • Penny in Repubblica Ceca
  • Tesco in Repubblica Ceca
  • Coop in Repubblica Ceca
  • Billa in Repubblica Ceca
  • Cora in Belgio
  • Intermarché in Portogallo
  • Carrefour in Spagna
  • Metro in Ucraina
  • Leclerc in Francia
  • Maxima in Estonia
  • Prisma in Estonia
  • Selver in Estonia
  • Musgrave in Irlanda
  • Dunnes Stores in Irlanda
supermercati peggiori 2 plastica

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Fonte: Changing Markets / No Plastic in My Sea

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Francesca Biagioli è una redattrice web che si occupa soprattutto di salute, alimentazione naturale, consumi e benessere olistico. Laureata in lettere moderne, ha conseguito un Master in editoria

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