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Crisi climatica: questa è la data del punto di non ritorno. L’ultimatum lanciato dagli esperti dell’Onu

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Gli esperti dell’Onu lanciano l’allarme più forte di sempre sul clima: a meno che non ci siano riduzioni immediate e su larga scala delle emissioni di gas serra, limitare il riscaldamento a circa 1,5°C o addirittura 2°C sarà un’impresa impossibile per l’umanità. Il punto di non ritorno è più vicino di quanto immaginato: sarà raggiunto entro i prossimi 20 anni, a prescindere dall’impegno delle istituzioni e dei cittadini

L’umanità è sull’orlo della catastrofe per via dei cambiamenti climatici, che sono ormai inevitabili e irreversibili. Mai fino adesso era stato lanciato un allarme così forte dall’Ipcc, l’ente intergovernativo delle Nazioni Unite che studia lo stato di salute della Terra. Il sesto report, appena pubblicato, parla di “codice rosso per l’umanità”. Siamo infatti sempre più vicini alla soglia cruciale dell’aumento della temperatura media del Pianeta di 1,5°C, che – in base all’attuale tendenza – sarà raggiunta intorno al 2030. “A meno che non ci siano riduzioni immediate, rapide e su larga scala delle emissioni di gas serra, limitare il riscaldamento a circa 1,5°C o anche a 2°C sarà impossibile” avvertono gli esperti. 

Il report mostra, infatti, che le emissioni di gas serra provocate dalle attività umane sono state responsabili di un aumento delle temperature globali di circa il 1,1°C dal 1850 e 1900 e rileva che nei prossimi 20 anni la temperatura globale raggiungerà o supererà il limite previsto dall’Accordo di Parigi sul clima. E nel peggiore degli scenari, nel 2050 arriveremo a produrre circa il doppio delle emissioni di CO2 attuali.

“Molti di questi cambiamenti climatici sono senza precedenti in migliaia, se non centinaia di migliaia di anni, e alcuni tra quelli che sono già in atto, come il continuo aumento del livello del mare, sono irreversibili in centinaia o migliaia di anni” si legge nel documento. 

 

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Ogni area delle Terra deve fare i conti con le conseguenze della crisi climatica 

Ad oggi non esistono più zone del Pianeta che non sono in qualche modo influenzate, direttamente o indirettamente, dalla crisi climatica. 

“I cambiamenti climatici stanno già influenzando ogni regione della Terra, in molteplici modi. I cambiamenti che stiamo vivendo aumenteranno con un ulteriore incremento del riscaldamento” sottolinea il co-presidente del primo gruppo di lavoro dell’IPCC, Panmao Zhai.

Dalle analisi del rapporto emerge, infatti, che nei prossimi decenni gli effetti della crisi climatica sono attese in tutte le regioni del mondo. Con 1,5°C di riscaldamento globale, andremo incontro a maggiori ondate di calore, stagioni calde più lunghe e stagioni fredde più brevi. Mentre, con un riscaldamento globale di 2°C, i picchi di calore diventerebbero insopportabili sia per la salute umana che per l’agricoltura.  

Dallo scioglimento dei ghiacciai alle inondazioni nelle città costiere: fenomeni sempre più frequenti 

Il riscaldamento globale sta già provocando una serie di cambiamenti sia sui valori dell’umidità, sui venti e sullo stato degli oceani, delle aree costiere e dei ghiacciai. Per esempio, i cambiamenti climatici stanno intensificando il ciclo dell’acqua, fenomeno che provoca piogge più intense e inondazioni, mentre in altre regioni provoca siccità. La crisi climatica sta influenzando anche l’andamento delle precipitazioni. Alle alte latitudini, è probabile che le precipitazioni aumenteranno, mentre ci si attende che diminuiscano in gran parte delle regioni subtropicali. Per quanto riguarda, invece, le aree costiere ci si attende un continuo aumento del livello del mare per tutto il 21° secolo, che causerà inondazioni sempre più frequenti, con drammatiche conseguenze per la popolazione.

Ma non solo. Il riscaldamento globale accelererà il fenomeno dello “scongelamento del permafrost e la perdita della copertura nevosa stagionale, lo scioglimento dei ghiacciai, delle calotte glaciali e la perdita del ghiaccio marino artico estivo.”

Anche chi vive in città dovrà fare i conti con una serie di terribili conseguenze legate alla crisi climatica.

“Alcuni effetti del cambiamento climatico possono essere amplificati, tra cui il caldo (dato che le aree urbane sono generalmente più calde dell’ambiente circostante), le inondazioni dovute a forti precipitazioni e l’innalzamento del livello del mare nelle città costiere” si legge nel report. 

Gli effetti deleteri dell’attività umana 

“È chiaro da decenni che il clima della Terra sta cambiando e il ruolo dell’influenza umana sul sistema climatico è indiscusso” dichiara la climatologa Valérie Masson-Delmotte, che ha preso parte alla stesura del report. L’uomo è responsabile del danno, ma può ancora tentare di salvare il salvabile. Nel documento dell’Ipcc viene sottolineato che gli esseri umani hanno ancora il potere di determinare il futuro del Pianeta, agendo innanzitutto sulla riduzione delle emissioni di anidride carbonica. 

La stabilizzazione del clima richiederà riduzioni forti, rapide e sostenute delle emissioni di gas serra e il raggiungimento di emissioni nette di CO2. – evidenzia Panmao Zhai – Limitare altri gas serra e inquinanti atmosferici, in particolare il metano, potrebbe avere benefici sia per la salute che per il clima.

Ma il tempo delle parole, degli ammonimenti e dei report è ormai scaduto da tempo. È arrivato il momento delle azioni concrete e mirate e, nei limiti del possibile, ognuno deve fare la propria parte per il bene del Pianeta e di tutta l’umanità!

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Fonte: IPCC

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Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Per la rivista Sicilia e Donna si è occupata principalmente di cultura e interviste. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe
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