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Perché stampanti e cartucce sono il simbolo dell’obsolescenza programmata (e cosa non sta facendo l’Ue)

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Le stampanti sono uno dei dispositivi simbolo dell’obsolescenza programmata (o prematura), non è raro infatti che presentino problemi con le cartucce di inchiostro, si rompano in fretta e siano poi difficili da riparare. Alcune associazioni, però, stanno lottando per fare in modo che l’Ue inizi a lavorare sui requisiti obbligatori che riguardano sia la durata che la riparabilità delle stampanti oltre che il riutilizzo delle cartucce.

In un mondo ideale, i dispositivi elettronici dovrebbero avere lunga vita, poter essere riparati con facilità in caso di guasti e, parlando di stampanti, essere ottimizzati in quanto ad utilizzo di inchiostro. Proprio le stampanti, in realtà, presentano invece spesso una serie di problemi e su questi si sono soffermati due associazioni: Halte à l’Obsolescence Programmée (Hop) e Right To Repair.

Nel 2017 Hop ha presentato una denuncia contro Epson in quanto le stampanti di questa marca segnalavano l’esaurimento delle cartucce quando in realtà contenevano ancora dal 20 al 40% di inchiostro. Ma non solo, indicavano anche il blocco del dispositivo per obbligare il consumatore a cambiarle.

L’indagine, ancora in corso, porterà a una causa contro il produttore per frode e obsolescenza programmata o no? Ad oggi, dopo tutti questi anni, ancora non si sa nulla e Hop ricorda tra l’altro che le stampanti non sono soggette alla visualizzazione dell’indice di riparabilità, lanciato su smartphone, televisori e lavatrici all’inizio del 2021 in Francia. Leggi anche: Indice di riparabilità: così possiamo ridurre i rifiuti elettronici in tutta Europa (petizione)

Alla fine di maggio, Right To Repair, una coalizione europea di associazioni che difendono il diritto a riparare oggetti e dispositivi, ha esortato la Commissione europea ad agire sul fronte delle stampanti. I produttori avrebbero dovuto elaborare collettivamente impegni volontari per l’ambiente ma “le discussioni non hanno portato a risultati tangibili”, secondo quanto scrive Right To Repair.

La coalizione chiede all’Europa di imporre regole ai produttori di stampanti per quanto riguarda la durata e la riparabilità dei loro dispositivi (i dati indicano infatti che solo il 37% delle stampanti viene riparato in caso di guasti), nonché il riutilizzo delle cartucce.

In merito a quest’ultimo punto Right to Repair ricorda che:

Le cartucce per stampanti sono una delle principali fonti di proliferazione incontrollata di rifiuti elettronici nell’UE. Ogni anno nell’UE vengono create 100.000 tonnellate di rifiuti elettronici a causa del limitato riutilizzo e rigenerazione delle cartucce, come suggerisce l’analisi dei dati di un rapporto della Commissione europea nel 2019.

Speriamo che l’Ue accolga queste richieste e che l’attivismo di queste associazioni sia utile a portare sul mercato stampanti più durature e più riparabili!

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Fonti: HOP / Right to repair

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Francesca Biagioli è una redattrice web che si occupa soprattutto di salute, alimentazione naturale, consumi e benessere olistico. Laureata in lettere moderne, ha conseguito un Master in editoria
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