Dell computer: lotta ai rifiuti elettronici

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Durante una conferenza stampa svolta ieri in teleconferenza con giornalisti di tutto il mondo, la Dell ha formalmente preso due impegni innovativi e che alzano l’asticella della ecosostenibilità delle aziende hi-tech: il bando delle esportazioni verso i Paesi in via di sviluppo e l’ampliamento della definizione di rifiuto elettonico (RAEE), in modo da ricomprendere praticamente tutti i componenti di un pc, senza tener conto dei materiali di cui è composto.
La Convenzione di Basilea, che regola la materia dei rifiuti pericolosi, e che ne bandisce l’esportazione, viene superata da questa nuova policy, che la estende anche ai rifiuti “meno pericolosi”. Non a tutti naturalmente; quelli che possono essere riutlizzati immediatamente in produzione, quelli senza alcuna pericolosità e altri strettamente regolamentati. La nuova policy è rintracciabile all’indirizzo www.dell.com/recycling

Tod Arbogast, Direttore del sustainable business Dell, è convinto che “ciò incoraggerà anche gli altri produttori, oltre ai partner, a lavorare secondo queste indicazioni, con grandi risultati per l’ambiente”. Barbara Kyle, della Electronics TakeBack Coalition, associazione che promuove design e riciclo sostenibile nell’industria elettronica, sostiene il progetto: “Sono troppe le aziende che esportano materiali elettronici usati e non funzionanti verso i Paesi in via di sviluppo, con la scusa di ripararli. È bello che Dell abbia tracciato una linea precisa circa il divieto di esportazione dei componenti non funzionanti. Al momento, la politica Dell sulle esportazioni dei rifiuti elettronici è la più solida del settore e dimostra leadership e rispetto per i problemi dell’ambiente.”

Mario Notaro

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Laurea in Economia e Commercio, dal 1998 al servizio dell'Informazione su Internet.
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