batteria_pizoelettrica

L'approvvigionamento energetico sarà una delle più grandi sfide del futuro. Non è un caso se architetti, ingegneri e designer di tutto il mondo continuano a cercare le soluzioni migliori per ricavare energia da qualsiasi cosa... vestiti compresi! In questo contributo non vogliamo però parlarvi di abbigliamento, bensì di laptop, tablet, telefonini e co. Un gruppo di ricercatori australiani del Royal Melbourne Institute of Technology (Rmit) ha infatti condotto una brillante ricerca sul fenomeno della piezoelettricità, ovvero la capacità che hanno alcuni cristalli di produrre cariche elettriche più o meno elevate se sottoposti a sollecitazioni meccaniche. Da qui l'ideazione di una batteria autoricaricabile in grado di convertire l'energia meccanica in elettricicità.

In pratica, l'obiettivo del team è quello di sfruttare le numerosissime pressioni delle nostre dita sulla tastiera di un qualsiasi dispositivo high tech per ricaricare la batteria del dispositivo stesso. Grazie a una sottilissima pellicola integrata, i nostri iPod/iPad/telefonini e via dicendo potrebbero quindi funzionare anche senza bisogno di una presa della corrente. Di più: l'approccio globale del tipo "devo-trovare-una-spina-libera-prima-che-il-mio-pc-si-spenga" sarebbe presto dimenticato, e chiunque potrebbe andarsene in giro con i propri dispositivi senza più dover calcolare eventuali strategie di ricarica – nemmeno in vista di un viaggio in un luogo remoto, con pochissimo vento (energia eolica) e niente sole (energia solare).

Le applicazioni sono insomma enormi, e vanno ben oltre la sola pressione dei tasti: sottili pellicole di questi materiali ha spiegato a un evento del Computerworld Australia la dottoressa Madhu Bhaskaran, a capo del team di ricerca potrebbero essere integrate nelle scarpe da ginnastica per ricaricare i cellulari, e perfino essere usate per convertire la pressione del sangue in una fonte di energia per i pacemaker. Le dimensioni di una simile rivoluzione, però, non potranno che essere direttamente proporzionali alla quantità di energia che le pellicole create dai ricercatori saranno in grado di produrre.

La vita delle batterie sarà allungata di qualche ora o diventerà abbastanza lunga da potersi considerare “eterna”? Di certo, un primo risultato la Bhaskaran e il suo team lo hanno già ottenuto: i loro nomi sono comparsi nella prestigiosa rivista Advanced Functional Materials. E la scoperta sta facendo il giro del mondo.

Roberto Zambon

 

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