rifiuti_RAEECellulari, computer, macchine fotografiche digitali. E poi elettrodomestici, giocattoli elettronici ed Mp3. Se ne acquistano sempre di più, anche perché la tecnologia avanza e il tempo di vita dell'apparecchiatura si accorcia: compriamo, usiamo e poco dopo tempo buttiamo. Questo significa che siamo letteralmente sommersi dai rifiuti elettronici, i cosidetti RAEE: Rifiuti di Apparecchiature Elettroniche ed Elettriche i quali rappresentano la categoria di rifiuti in più rapido aumento a livello globale.

In Italia il principale sistema collettivo multi-settore per la gestione eco-sostenibile dei RAEE è rappresentato dal Consorzio ReMedia. Sul sito si legge che: «l'Italia, ha prodotto nel 2006 ben 800 mila tonnellate, di cui sono state raccolte 108 mila. Nello stesso periodo in Europa si sono prodotti 8-12 milioni di tonnellate di RAEE. L'Onu stima tra i 20 e i 50 milioni le tonnellate di rifiuti hi-tech prodotti nel mondo». Oggi il Consorzio, nato dalla necessità di mettere in pratica la norma Ue sui Raee, conta oltre mille soci. Tra questi molte delle aziende più famose, come Samsung, Sharp, D-link, Motorola e Philips.

Il Rapporto di sostenibilità 2008 di ReMedia. Secondo l'Istituto di ricerca Ambiente Italia nel bilancio ambientale stilato sull'argomento, nel 2008 ReMedia ha trattato 20.300 mila tonnellate di RAEE. Di queste il 71,5% erano monitor e tv, mentre il 15,7% : piccoli elettrodomestici e elettronica di consumo. Ma quali sono in pratica i rifiuti RAEE? Nell'allegato alla Gazzetta Ufficiale del 29-7-2005 questi sono stati definiti ed elencati nel dettaglio dal legislatore. In breve, sono esempi di RAEE:

  • televisori,
  • videoregistratori,
  • lettori DVD,
  • telecamere,
  • macchine fotografiche
  • radio,
  • impianti stereo,
  • lettori Mp3, Mp4,
  • cuffie,
  • computer,
  • telefoni e cellulari
  • elettrodomestici per la casa e la persona (frigoriferi, lavatrici, forni, aspirapolvere, ferri da stiro, tostapane, frullatori, asciugacapelli, rasoi),
  • orologi,
  • climatizzatori e ventilatori,
  • stufette elettriche,
  • trapani, seghe, taglia-erba
  • giocattoli funzionanti con energia elettrica,
  • strumenti musicali elettrici.

Perché differenziare. É importante differenziare questo tipo di rifiuti dagli altri perché i RAEE possono contenere metalli pesanti, ritardanti di fiamma bromurati, sostanze alogenate, sostanze lesive per l'ozono. Se questi materiali non vengono smaltiti in modo adeguato, danneggiano l'ambiente.

Cosa fare e a chi rivolgersi. Molti buttano nell'immondizia generica i rifiuti tecnologici anche perché non sanno cosa si debba fare. Dove bisogna buttare un vecchio schermo oppure un registratore VHS che non si usa più? Semplice: o ci si rivolge ad un negozio di elettrodomestici oppure si contatta il Comune di residenza per sapere dove si trova il Centro di Raccolta più vicino, consultabile anche dal sito cdcraee.it

Il progetto Ecodigitale. Anche la CDC S.p.A. (produttore dei computer CDC e proprietaria del marchio Computer Discount) si sta dando da fare per il riciclaggio e lo smaltimento ecocompatibile di materiale informatico. Grazie al progetto Ecodigitale sono state recuperate 152 tonnellate di materiale informatico: un quantitativo sufficiente per coprire una distanza di oltre 53 Km.
In 5 anni sono state avviati a recupero 178.270 pezzi, pari a oltre 150 tonnellate, permettendo il recupero di oltre il 93% di questi. La maggior parte di questi rifiuti è costituita da cabinet (15,6%), gruppi di continuità (15%), alimentatori di personal computer (14,8%), periferiche IT in genere (11,7%), personal computer e notebook (9%).

Francesca Guinand

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