Creano pelle artificiale dalle cellule staminali per utilizzarla sulle ustioni

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Pelle artificiale pronta per l’uso. A partire dalle cellule staminali un gruppo di ricerca dell’Università di Granada (Spagna) hanno costruito dei nuovi modelli da usare in caso di grandi ustioni, per utilizzo immediato.

Rivestimento da tessuto adiposo, polpa dentaria, midollo osseo e cordone ombelicale per l’uso immediato in grandi ustioni. Un enorme passo avanti della ricerca, che non comporta stavolta l’attesa di diverse settimane per la produzione di pelle artificiale con le cellule del paziente ustionato.

Non è infatti il primo esempio creato in laboratorio. Nel 2017, addirittura, fu costruito un tipo dotato di senso del tatto. Ma tutti i precedenti tentativi non potevano essere immediatamente trapiantati sui pazienti, che nei casi più gravi non possono attendere molto.

La ricerca dell’Università di Granada è dal canto suo l’ultima di altre firmate dallo stesso gruppo: nel 2012 un nuovo modello di pelle artificiale con proprietà molto simili alla pelle nativa, nel 2016 la prima applicazione a grandi ustioni. Ma la fabbricazione di questa pelle richiedeva biopsie cutanee dalle aree non bruciate dei pazienti, un processo che richiede diverse settimane. Che molti pazienti non possono aspettare.

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Foto: Università di Granada

Ora la svolta: la biofabbricazione di quattro nuovi modelli da cellule staminali del tessuto adiposo, polpa dentale, midollo osseo e cordone ombelicale, che possono essere conservati nelle banche dei tessuti, utilizzabili subito, in regime di urgenza. Gli scienziati sono infatti riusciti a differenziare queste cellule in tessuto epiteliale, generando così “direttamente” la pelle artificiale.

Gli esperti hanno anche uno studio comparativo istologico e genetico sulla pelle prodotta con ogni tipo di cellula staminale, stabilendo le caratteristiche dei diversi modelli generati e il loro possibile uso terapeutico, specialmente per quei pazienti la cui gravità non consentirebbe loro di attendere il tempo necessario per la fabbricazione della pelle con le proprie cellule.

E i risultati appaiono più che promettenti.

Il lavoro è stato pubblicato su European Cells & Materials Journal.

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