Neuralink, il chip di Elonk Musk da impiantare nel cervello per controllare emozioni e dipendenze

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Si chiama Neuralink e il nome anticipa già di che si tratta. Un chip da posizionare nel cervello e in grado di comunicare con un computer. Roba da film di fantascienza ma su cui sta lavorando un’apposita squadra voluta da Elon Musk.

Il Ceo di Tesla il 28 agosto annuncerà ufficialmente durante una conferenza stampa dedicata i dettagli di questo futuristico progetto, che da una parte sta incuriosendo molti ma dall’altra sta anche facendo discutere.

Con un post pubblicato le scorse settimane su Twitter, Musk ha accennato ad alcuni dei possibili sviluppi dell’evento del 28 agosto di Neuralink, in cui fornirà aggiornamenti sui progressi compiuti dagli ingegneri verso lo sviluppo di tecnologie neurologiche all’avanguardia.

Ma non solo. Musk ha annunciato che durante l’evento darà una dimostrazione in tempo reale dei neuroni nel cervello umano che si attivavano grazie al chip.  Il capo di Tesla e SpaceX ha fondato Neuralink quattro anni fa con l’ambizioso obiettivo di sviluppare hardware per migliorare il cervello umano.

Neuralink, secondo quanto appurato finora, è una tecnologia che aspira a stabilire una connessione, tramite larghezza di banda ad altissima velocità, tra il cervello umano e i computer.

“Una tale interfaccia è essenziale se le persone vogliono essere competitive con le tecnologie innovative in futuro”, ha detto Elon Musk.

Possiamo, ad esempio, assorbire rapidamente i dati con i nostri occhi, ma siamo molto lenti a convertirli in testo o movimento. A suo avviso, con un tale chip cerebrale, l’umanità dovrebbe essere in grado di comunicare in modo molto più efficiente. Inoltre, il chip potrebbe essere usato anche per ripristinare alcune funzionalità umane danneggiate letteralmente riparando le cellule nervose, i neuroni.

Per funzionare correttamente, essi devono attivarsi in momenti diversi, a seconda dell’attività che viene eseguita. Tuttavia, ad esempio, in presenza di malattie neurologiche se ne perde la funzionalità. La tecnologia di Neuralink mira a ripristinare l’uso e l’integrità dei neuroni attraverso il chip impiantabile nel cranio umano.

A detta degli ideatori, il cervello potrebbe superare problemi come il morbo di Alzheimer, gli ictus e altre malattie al pari della perdita della funzione degli arti, dei problemi di vista e udito e della perdita di movimento.

Neuralink ha testato questa tecnologia in passato. Nel luglio 2019, la società ha tenuto un evento in live streaming in California in cui una serie di “fili flessibili” sono stati inseriti nel cervello e trasferendo elevati volumi di dati con oltre 3.000 elettrodi disponibili.

Super capacità

Oltre alla possibile cura di alcune malattie, Neuralink ha però degli aspetti discutibili. Ad esempio potrebbe anche aiutare a “estendere la portata dell’udito oltre le frequenze e le ampiezze normali” e in generale rendere più potenti i nostri sensi, ma il chip potrebbe permettere anche alle persone di scegliere il proprio stato d’animo basato sul livello degli ormoni, anche per combattere le dipendenze e la depressione.

“Ciò potrebbe essere fatto stimolando a volontà la produzione di ossitocina, serotonina e altre sostanze. In teoria, un simile chip può riparare quasi tutto ciò che non va nel cervello … Sarebbe persino in grado di riprodurre musica direttamente nel cervello” ha detto Musk.

A breve termine, Neuralink sarà utilizzato per il trattamento di condizioni cerebrali come il Parkinson. A lungo termine, la tecnologia vuole diventare un concorrente dell’intelligenza artificiale. Quest’anno inizieranno le prove sull’uomo.

I risvolti potrebbero essere molti. La conferenza stampa del 28 agosto dovrebbe rivelarne alcuni.

Fonti di riferimento: Neuralink, Twitter/Elon Musk, Teslarati

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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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