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Riduzione del 40% dei consumi richiesti per alimentare l'enorme centro dati, attraverso lo sfruttamento... delle correnti d'aria e delle fonti idroelettriche. Ecco la ricetta di Yahoo! per la realizzazione dello Yahoo! Computing Coop, il data center “più eco friendly al mondo”, secondo la definizione data dai dirigenti del motore di ricerca sulla nuova struttura creata a Lockport, nello Stato di New York, del quale già l'anno scorso avevamo dato una prima anticipazione e che ora è entrata ufficialmente in attività stanto a quanto riportato dal blog del colosso americano.

Un complesso da 36mila metri quadri, dalla singolare forma “a pollaio”, lunga e sottile, disegnata ad hoc in modo da permettere un passaggio dell'aria efficace e più libero possibile. Dal punto di vista architettonico, ricalca le realizzazioni dei vecchi insediamenti industriali: sfrutta al meglio i venti della zona, garantisce una continua aerazione. E permette un risparmio di energia pari al 40% del fabbisogno mediamente richiesto per l'alimentazione di queste strutture.

Il punto centrale, nella gestione dei grandi data center, va infatti visto nella necessità di operare un efficace raffreddamento ai locali che ospitano i computer, attraverso i quali ogni giorno transitano miliardi di informazioni. Proprio nei giorni scorsi, i vertici internazionali di Greenpeace, tramite Kumi Naidoo, direttore esecutivo dell'Associazione, ha invitato l'amministratore delegato di Facebook, Mark Zickenberg, all'utilizzo di fonti rinnovabili al 100% per l'alimentazione dei propri server, in luogo del progetto di Facebook relativo alla realizzazione di un data center alimentato principalmente a carbone.

Dati alla mano, uno studio effettuato in Europa ha evidenziato che basta un solo data center di grandi dimensioni per produrre la stessa quantità di CO2 di 2500 abitazioni private. Ma, con l'aumento dei servizi offerti dai motori di ricerca, è chiaro che i consumi si innalzano.

Per questo, seguendo il principio della ventilazione dei container, Yahoo! pare abbia trovato la soluzione in grado di mettere tutti d'accordo. Gli ambientalisti, gli utenti e l'azienda stessa, che può contare anche sulle vicine Cascate del Niagara per l'energia elettrica necessaria all'alimentazione dei pc che costituiscono il data center di Lockport.

Il progetto, inoltre, sembra avere suscitato un notevole interesse da parte del Governo degli Stati Uniti, tanto che il Dipartimento USA per l'Energia ha finanziato l'iniziativa con uno stanziamento di 9,9 milioni di dollari.

C'è solo una questione: cosa succederà nelle giornate calde e quando non ci sarà vento? Scott Noteboom, responsabile del progetto, ha già pronta una soluzione. Nei giorni di “calma di vento”, sarà utilizzato un sistema di evaporazione per il raffreddamento dei computer. Ma, assicura lo stesso Noteboom, dovrebbe essere un'eventualità piuttosto rara: la zona, particolarmente ventosa e abbastanza “fresca”, garantisce aria a sufficienza per gran parte dell'anno.

Piergiorgio Pescarolo


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