cool-it

È stata presentata la terza edizione di Cool-IT, la classifica di Greenpeace che premia le aziende mondiali dell' Information Technology (IT) che si sono contraddistinte nel loro impegno a trovare soluzioni in grado di ridurre le emissioni. Il settore dell'IT, secondo l'associazione, al giorno d'oggi può assumere un ruolo cruciale nella lotta ai cambiamenti climatici per il suo spirito innovativo, il sapere tecnologico e la giusta influenza politica “capace di portare una rapida rivoluzione energetica”.

È con lo scopo di stimolare le aziende a sviluppare un modello di business che aiuti il mondo a raggiungere un'economia energetica pulita che Greenpeace pubblica la top ten delle società che a livello internazionale hanno saputo riconoscere e investire sulle grandi opportunità offerte dalla green economy intesa non solo come strategia di marketing e che, soprattutto, riescono a far valere in tal senso la propria influenza e leadership.

Tra i criteri di cui ha tenuto conto l'associazione per stilare la graduatoria, infatti, oltre all'impegno messo dalle aziende nel promuovere soluzioni tecnologiche a favore dal clima, sono state determinanti anche le iniziative messe in atto dai singoli brand per ridurre le proprie emissioni e il coinvolgimento attivo nell'arena politica a sostegno dell'utilizzo di fonti rinnovabili.

«Per giocare un ruolo centrale e assicurare che il picco di emissioni di gas serra avvenga entro il 2015, le aziende IT devono dimostrare che la loro tecnologia è in grado di salvare il clima oggi - spiega Vittoria Polidori responsabile campagna inquinamento di Greenpeace. - Leader come Cisco stanno investendo attivamente in soluzioni a favore del clima, mentre altri stanno sottoscrivendo dei meri impegni».

Ed è proprio CISCO System l'azienda più “Cool” e verde dell'IT che spodesta IBM in vetta alla classifica e raddoppia il suo punteggio rispetto alla scorsa edizione grazie alle nuove soluzioni sviluppate soprattutto sul fronte delle smart grid e nella gestione energetica degli uffici. Al secondo posto fa il suo ingresso Ericsson per il suo impegno speso a favore di soluzioni mobili a basso impatto spendibili anche in altri settori. IBM scende al terzo posto, ma continua a dimostrarsi leader nella distribuzione su vasta scala di soluzioni IT che riducono le emissioni anche se, nonostante l'accesso agli alti livelli della politica non è riuscita ad imporle e a diffonderle. L'altra perplessità che ha fatto perdere posizioni nella classifica, oltre alla poco incisività della macchina lobbista IBM, anche i futuri piani di investimento dichiarati dall'azienda sul fronte del cloud computing che, come lo stesso Greenpeace aveva denunciato, comporteranno un aumento del consumo di elettricità.

A seguire troviamo nella top ten HP, Fujitsu e solo al sesto posto Google che continua ad essere la compagnia più forte sul piano politico. Nonostante rappresenti una delle più grandi aziende IT di cloud, il gigante di Mountain View riconosce l'importanza legata all'approvvigionamento elettrico dei data center con fonti rinnovabili e ha investito nella ricerca, ma al contrario di altre aziende come ad esempio Microsoft (in ottava posizione )non ha voluto rilasciare dati significativi sul proprio consumo energetico.

Al contrario della poca trasparenza, di Google è stato apprezzato molto lo strumento di controllo “PowerMeter” messo appunto da mister G per fornire ai consumatori informazioni sul consumo energetico in tempo reale. Tra le alte tecnologie e soluzioni IT sviluppate che hanno incontrato il favore di Greenpeace spiccano le già citate reti intelligenti per la progettazione degli uffici e la gestione dell'energia di Cisco e le metodologie di misurazione dell'impatto energetico sulla rete portate aveante d Ericsson e Fujitsu, prima azienda ad aver definito un obiettivo credibile di risparmio energetico.

«Google e altre aziende IT possono contribuire a far sviluppare soluzioni IT in grado di invertire il cambiamento climatico consentendo la crescita dell’industria in maniera responsabile » conclude Polidori.

Per visualizzare la classifica completa, guarda il rapporto Cool-IT di Greenpeace

Simona Falasca


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