Batterie_solari_fai-da-te4È un dato di fatto, le care vecchie batterie usa e getta stanno lasciando il posto alle cugine ricaricabili. Tendenza positiva se pensiamo ai sempre più numerosi dispositivi alimentati a pile come giocattoli, calcolatrici, piccoli elettrodomestici e fotocamere digitali che invadono le nostre abitazioni. L'Unione europea stima 160.000 tonnellate di pile tascabili non piombose immesse sul mercato europeo ogni anno. Troppe per l'ambiente. Per questo non possiamo permetterci di gettare batterie e accumulatori a cuor leggero.

A ciò si aggiunge il problema dei metalli pericolosi da smaltire, come il mercurio, nocivi per la salute di interi ecosistemi.

Dal 26 settembre 2006, grazie alla Direttiva europea 2006/66/CE, la raccolta differenziata di pile e accumulatori è diventata obbligatoria. Questo ne dimostra la pericolosità e la necessità di trovare dei sistemi efficaci per riutilizzarle quanto più possibile. E allora perché non cercare di farle vivere più a lungo senza dover usare cavi e caricatori ma solo la forza del Sole?


Ci ha pensato Knut Karlsen, ideatore di un prototipo fai-da-te di accumulatore solare. Grazie alla sua intuizione, Knut ha dato vita ad un nuovo concetto di pile ecocompatibili. Vediamo come.

Esistono diversi tipi di pile ricaricabili: batterie nichel-cadmio, batterie nichel-metallo idruro, batterie alcaline (parzialmente ricaricabili) e batterie al litio (usate nei cellulari). Quelle che vedete nelle immagini sono batterie nichel-metallo idruro (NiMH) un'evoluzione in termini di prestazioni degli accumulatori nichel-cadmio (NiCd).

Per poter rivestire la superficie esterna delle pile NiMH con le cellule fotovoltaiche, Knut si è procurato dei mini pannelli fotovoltaici flessibili. Ha iniziato incollando parzialmente le cellule fotovoltaiche alla superficie degli accumulatori usando della semplice colla.

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A questo punto si è occupato del collegamento tra pannello e pila (indispensabile per permettere alla cellula fotovoltaica di trasmettere alla batteria la carica elettrica accumulata). Per collegare la cellula al polo positivo (+) dell'accumulatore, Knut ha usato una penna in argento che è un ottimo conduttore di elettricità.

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Mentre per il collegamento del polo negativo (-) ha usato i conduttori recuperati dall'obiettivo di una vecchia macchina fotografica Canon, come potete vedere nell'immagine.

Batterie_solari_fai-da-te3

Una volta uniti i poli + e - alle rispettive estremità del foglio fotovoltaico, Knut ha completato l'opera incollando la parte restante del pannello alla batteria. Et voilà! Gli accumulatori con cellula fotovoltaica integrata sono pronti per essere ricaricati dal Sole.

Unico limite al prototipo di Knut Karlsen l'assenza di un dispositivo che indichi quando l'accumulatore è carico al 100%. Questo potrebbe portare ad un sovra caricamento del sistema e quindi danneggiare l'accumulatore. Dotare la batteria di un dispositivo integrato che indichi il livello di carica della pila non è semplice, le difficoltà maggiori si incontrano nell'inserimento dello stesso nel rivestimento fotovoltaico. Un elemento aggiuntivo, infatti, altererebbe le dimensioni della batteria compromettendone l'utilizzabilità.

Il sistema di Knut presenta ancora delle imperfezioni ma, essendo un prototipo fai da te, nulla vieta di apportare ulteriori migliorie alle ingegnose SunCat Batteries.

Serena Bianchi


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