5G dannoso? Scanzano Jonico il primo comune italiano a vietarlo ufficialmente

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Il 5G non s’ha da fare! Almeno non a Scanzano Jonico, in provincia di Matera, primo comune in Italia a vietarlo ufficialmente attraverso  l’ordinanza N. 93 DEL 18/07/2019 che mette al bando definitivamente la sperimentazione e l’installazione del 5G sul territorio comunale.

I motivi del divieto? Il nuovo standard per la comunicazione mobile, che assicura prestazioni e velocità superiori rispetto alla precedente tecnologia 4G, potrebbe comportare danni alla salute delle persone e all’ambiente.

Il caso di Scanzano Jonico è il primo in Italia e il sindaco locale Raffaello Carmelo Ripoli si appella al cosiddetto principio di precauzione sancito dall’Unione Europea, affermando che mancano valutazioni del rischio sufficienti a dimostrare che non ve ne sia alcuno.

Il 5G, come premesso, dovrebbe potenziare la trasmissione di dati rendendola più rapida, arrivando a 10-50 Gigabit al secondo entro due anni e 100 Gigabit entro il 2025. E sebbene sembri solo una buona notizia, le polemiche fin dall’inizio non sono mancate.

Soprattutto quelle riguardanti i campi elettromagnetici che potrebbero interferire con la salute dei cittadini perché il 5G impiega delle radiofrequenze più elevate che implicano un maggior numero di ripetitori e antenne sul territorio.

A sottolinearne le insidie anche alcuni studi, come quello condotto dall’Istituto Ramazzini di Bologna attraverso il Centro di ricerca sul cancro “Cesare Maltoni”. Per non parlare della campagna promossa da un team di scienziati che ha invitato a mettere al bando il 5G per via dei suoi effetti nocivi sulla salute e sull’ambiente.

E’ in questo quadro generale, nonostante molti scienziati siano scettici in merito alla pericolosità del 5G, che il sindaco di Scanzano Jonico ha preso la sua decisione, convinto che sia meglio prevenire che curare.

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