Lampade a risparmio energetico:ecco l’applicazione per riciclarle trovando l’isola ecologica più vicina

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Tubolari o a spirale, a luce calda o a luce fredda, efficienti e di lunga durata. Le lampade a risparmio energetico, dopo aver sostituito le datate e poco “green” cugine ad incandescenza, sono entrate definitivamente nella vita e nelle case degli italiani, che ogni anno ne acquistano circa 130 milioni.

Ma ancora troppo poco si sa sulla possibilità (e la necessità) di riciclarle: solo il 17,3% della popolazione sa che è possibile farlo. Con questa percentuale le prospettive di nuova vita del vetro e del mercurio che le compongono vengono drasticamente ridotte. Da oggi, chi non sa come e dove riciclare, potrà consultare il proprio cellulare!

Per rendere più agevole la raccolta differenziata delle lampade a basso consumo, Ecolamp, il consorzio per il recupero e il trattamento di apparecchiature di illuminazione, ha creato un’applicazione per smartphone e tablet che prevede la geolocalizzazione delle isole ecologiche sul territorio nazionale, attraverso delle mappe interattive.

Nata dalla creatività di Eggers2.0 e con lo sviluppo tecnico di Maiora Labs, l’applicazione “L’isola che c’è” permette all’utente di scoprire l’isola ecologica più vicina o in alternativa, inserendo un Cap, una città oppure un indirizzo, e ricevere precise indicazioni per raggiungere l’isola ecologica a piedi, in auto o con i mezzi pubblici.

L’applicazione si divide in due sezioni. La sezione Mappa isole consente di visualizzare a pieno schermo, sulla mappa geografica, la posizione esatta dell’utente e di tutti i centri di raccolta. L’utente potrà filtrare i centri per distanza (ad esempio visualizzare solo quelli in un raggio di 20 chilometri) oppure per tipologia (ad esempio solo centri di raccolta per materiali di stampa). Cliccando sull’icona dell’isola sarà possibile accedere alla scheda dettagliata del centro di raccolta.

L’innovazione è stata presentata da Fabrizio D’Amico, Direttore Generale di Ecolamp, durante la conferanza “Differenziare le isole ecologiche: gli italiani tra pensiero e azione” che si è svolta oggi a Roma.

Durante la conferenza sono stati illustrati anche i dati di una recente indagine commissionata sempre da Ecolamp con l’obiettivo di esplorare la conoscenza e la pratica della raccolta differenziata da parte dei cittadini del Bel Paese.

L’indagine ha evidenziato che le isole ecologiche risultano essere un canale non solo noto, ma anche utilizzato dai cittadini per la gestione dei rifiuti che non rientrano nelle classiche raccolte differenziate. Quasi il 60% della popolazione le conosce, mentre il 32% le ha utilizzate almeno una volta negli ultimi mesi.

Ma tra gli Italiani che dichiarano di conoscere le isole ecologiche, solo il 9,3% sa che qui possono essere smaltite anche le lampade a basso consumo esauste, mentre il 6,5% di coloro che si sono recati all’isola ecologica almeno una volta negli ultimi 12 mesi ha messo in pratica questo comportamento.

ecolamp_applicazione

A dispetto della bassa percentuale di italiani che ricicla le lampadine di nuova generazione, ben il 90% di essi, una volta sensibilizzato ed informato, si dichiara propenso a differenziarle, portandole all’isola ecologica più vicina o restituendole presso qualsiasi punto vendita al momento dell’acquisto di quelle nuove.

Insomma, stando a questa indagine, si sa dove è possibile riciclare, ma non di preciso cosa è possibile portare. Mancanza di senso civico o scarsa informazione? Secondo Ecolamp, è solo attraverso una corretta informazione dei cittadini che la raccolta differenziata delle sorgenti luminose esauste potrà decollare, fino a rendere questo comportamento una prassi comune e abituale per tutti. Ed è proprio questa la ragion d’essere di “Ecolamp: l’isola che c’è”, disponibile per iphone, ipad, smartphone e tablet android e scaricabile gratuitamente sul sito del consorzio.

Ecolamp – ha concluso Fabrizio D’Amico, Direttore Generale del consorzio – si adopererà anche in futuro per far sì che la propensione del 90% degli Italiani alla raccolta delle sorgenti luminose esauste possa trasformarsi in azione attraverso una continua e chiara informazione al consumatore. L’obiettivo è senza dubbio quello di portare progressivamente i cittadini ad azioni concrete e consapevoli di salvaguardia dell’ambiente e di corretta gestione di questi rifiuti giunti a fine vita”..

Roberta Ragni

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Caporedattore di greenMe. Dopo una laurea e un master in traduzione, diventa giornalista ambientale. Ha vinto il premio giornalistico “Lidia Giordani”, autrice di “Mettici lo zampino. Tanti progetti fai da te per rendere felici i tuoi amici a 4 zampe” edito per Gribaudo - Feltrinelli Editore nel 2015.
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