Un caricabatterie

La ecosvolta del caricabatterie universale

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Uno per tutti. Tutti per uno. Un unico caricabatterie da utilizzare per qualsiasi telefono cellulare è la promessa che arriva dal Mobile World Congress di Barcellona.

Come moderni moschettieri del “green”, i principali protagonisti del mercato mobile, hanno siglato un primo accordo di massima per sviluppare uno standard comune per la realizzazione del caricabatterie universale.Questa iniziativa, più volte auspicata anche dalla Commissione Europea, oltre a rivelarsi una gran comodità per gli utenti, consentirà di ridurre del 50% i consumi di energia legati alla fase di standby dei trasformatori e all’eliminazione di circa 51mila tonnellate di caricatori doppi, dovuti all’utilizzo di più dispositivi con sistemi di ricarica incompatibili. Inoltre, come Nokia ha già tentato di fare con l’N79, non sarà più indispensabile inserire il caricabatterie nella confezione, permettendo così dimensioni ridotte degli imballaggi e ulteriori risparmi anche in termini di cartone consumato.

Il formato scelto dalla GSMA, l’associazione promotrice che raccoglie i principali produttori e operatori di telefoni cellulari, per questa nuova generazione di caricabatterie è il Micro-USB, standard già ampiamente diffuso e ormai collaudato. Il termine stabilito è il 2012, data a partire dalla quale, la maggior parte dei telefonini prodotti dovranno essere compatibili con lo standard universale. I nuovi caricabatterie dovranno, inoltre, rispondere a nuovi requisiti di efficienza energetica per ridurre il loro impatto sui consumi di energia elettrica.

All’iniziativa per il momento hanno aderito alcuni dei principali operatori del comparto mobile su scala globale come AT&T, 3 Group, T-Mobile, Telefonica, Vodafone, Telecom Italia, e molti dei più importanti produttori di telefoni cellulari tra cui spiccano Nokia, Samsung, LG, Sony Ericsson e Motorola. GSMA confida che altri protagonisti della telefonia mobile decidano di partecipare all’ambizioso progetto per uno standard unico legato ai caricabatterie.

Come qualcuno noterà, per il momento, non c’è traccia di Apple che non accenna a voler abbandonare il proprio “dock connector”, lo standard compatibile con gli iPod e gli iPhone. Certo che, almeno per una volta, la mela di Cupertino potrebbe fare uno strappo alla regola e mettere da parte per una giusta causa, il suo proverbiale “Think different”: sarebbe un perfetto D’Artagnan.

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Direttore responsabile e Co-Founder di greenMe. Ha una laurea in Scienze della comunicazione e un'esperienza pluriennale negli uffici stampa di diversi settori. Appassionata di tecnologia e ambiente, ha tenuto corsi di scrittura per il web dedicati a giornalisti e studenti.
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