Dipendenza da social

Astenersi anche per pochi giorni dall’uso di Facebook, WhatApp o altre piattaforme può generare sintomi simili a quelli di astinenza da sostanze stupefacenti

Stai senza social per una settimana e ti getti in una autentica crisi di astinenza. Le piattaforme digitali cui oramai siamo tutti stra-abituati, insomma, provocano sintomi molto simili a quelli legati alle sostanze stupefacenti.

A dirlo è uno studio pubblicato sulla rivista Cyberpsychology, Behavior, and Social Networking, secondo cui bastano solo sette giorni senza social, anche senza essere totalmente disconnessi, con libertà di utilizzo di sms, e-mail e telefono, per nutrire gli stessi sintomi dell’astinenza da droghe: ansia, noia e cambiamenti di umore.

Dalla dipendenza dai videogiochi, si passa così, in un attimo, a quella ben più ampia dei social, in un panorama non certo roseo in cui sono sempre i soliti smartphone ad essere protagonisti. Ma dove stiamo andando?

D’altronde, già uno studio aveva messo in evidenza come le notifiche sullo smartphone creino dipendenza come l’oppio. Ora i ricercatori dell’Università Karl Landsteiner di Krems e dell’Università di Vienna affermano che sono i social network in generale ad essere assimilabili alle droghe.

Un dato che, affermano, potrebbe anche essere anche più lieve del previsto, dal momento che, quando hanno contattato per gli esperimenti mille persone dai 18 anni in su, proponendo loro di non utilizzare Facebook e WhatsApp per circa 7 giorni, la maggioranza si è rifiutata di farlo, e alla fine soltanto 152 individui (dunque una percentuale inferiore del 15%) hanno accettato di sottoporsi alle indagini.

Un comportamento già indice dell’incapacità di molti individui di anche solo pensare di doversi privare dei social anche per un periodo di tempo piuttosto limitato.

"La bassa percentuale di adesione alla ricerca dimostra che tutti coloro che hanno accettato di parteciparvi hanno già mostrato una maggiore tendenza rispetto agli altri nello stare senza Facebook e WhatsApp per alcuni giorni. Di conseguenza, i risultati dello studio potrebbero essere anche meno “gravi” del previsto rispetto a quelli che sarebbero potuti emergere se si fosse potuto analizzare il comportamento di tutti gli individui che invece hanno preferito tenersene alla larga", spiega Stefan Stieger del Dipartimento di Psicologia della KL Krems.

Durante l’esperimento, gli esperti hanno riscontrato non solo delle "crisi di astinenza" ma anche l’incapacità nel 60% dei casi di rispettare la regola, con numerosi soggetti che non sono riusciti affatto a non usare le due piattaforme per la settimana prevista, riattivandole in anticipo.

Stieger ha affermato che sono stati riscontrati “sintomi di astinenza” che hanno ricordato in gran parte quelli che si accusano quando ci si priva di sostanze stupefacenti, ovvero un profondo stato d’ansia, noia e sbalzi d’umore. Su tutti, però, il dato più preoccupante è stato “l’elevatissimo desiderio di usare i social durante di astinenza”.

La prima cosa che hanno fatto i partecipanti allo studio quando si sono rimpossessati dei loro account? Fiondarsi a riconnettersi. C'era da aspettarselo. Ma siamo sicuri che sia questa la realtà che ci soddisfa di più?

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