Basta selfie con le tigri! La svolta di Tinder

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Tinder dice stop ai selfie con le tigri. Dopo la mobilitazione delle associazioni animaliste, la famosa app per incontri, prende finalmente dei provvedimenti per chi scatterà delle foto a fianco di questi animali.

Tinder è una delle applicazioni più utilizzate per incontrare persone in tutto il mondo, ogni utente carica delle foto e le linka nella propria rete sociale, così da farle vedere anche ad altri. Tra i selfie di tendenza, ci sono appunto quelle con le tigri, ovviamente in cattività all’interno dei vari zoo.

E’ per questo che gli ambientalisti si sono mobilitati per porre fine a questa moda.Solo negli zoo americani ci sono 5mila tigri, un numero che va a superare quello degli esemplari in libertà che sono 3200. Il rischio estinzione, dunque, è dietro l’angolo. 

Tre delle nove sottospecie di questo elegante felino non ci sono più: la tigre di Bali, a partire dal 1937, la tigre del Caspio, dopo il 1970, e la tigre di Java negli anni '90. Ogni anno dall’International Tiger Day che si celebra il 29 luglio, viene lanciato l’allarme. Secondo gli esperti, continuando, così tra cinque anni le tigri saranno solo un ricordo.

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Foto: Tinder

Ecco allora che farsi un selfie con uno di questi esemplari privati del proprio habitat naturale e rinchiusi in gabbie da circo o negli zoo, non fa per nulla ridere. Quando non nascono in cattività, questi animali selvatici, così come tanti altri, vengono privati della loro mamma e del loro ambiente e finiscono sedati dietro le sbarre. 

L'appello è partito dall’organizzazione PETA (People for the Ethical Treatment of Animals)  che ha chiesto a Tinder di vietare le foto, l’azienda dal canto suo ha promesso che per ogni scatto tolto farà qualcosa di buono per l’ambiente, come ad esempio piantare degli alberi.Inoltre, l’app donerà 10mila dollari al "Project Cat" a sostegno della specie.

Povere tigri, ecco cosa sono costrette a subire:

Secondo il Wwf la popolazione delle tigri è diminuita del 97% nel corso dell’ultimo secolo, e le principali cause sono la caccia e la distruzione degli habitat naturali. Si stima che ad alimentare il turismo degli zoo e dei circhi siano 4milioni di persone, che potrebbero invece essere di supporto nella battaglia contro queste prigioni per animali.

A noi queste immagini non fanno ridere e a voi?

Dominella Trunfio

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