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Da oggi, anche in Italia è possibile scaricare Pokemon Go, l’innovativa app per smartphone basata sulla realtà aumentata, che si preannuncia come un vero e proprio must di questa estate. Ma, oltre a curiosità ed entusiasmo, il gioco sta suscitando anche alcune critiche, tra cui quelle di Telefono Azzurro.

Pokemon Go è rapidamente diventato un autentico fenomeno globale, in grado di attrarre grandi e piccoli e di portarli a dare la caccia ai celebri mostriciattoli virtuali nel mondo reale, nei luoghi più disparati. Ogni giocatore, infatti, dopo aver lanciato la app sul proprio smartphone, deve muoversi nell’ambiente che lo circonda e usare vari strumenti per catturare i Pokemon in cui si imbatte. Il connubio di reale e virtuale è esattamente ciò che rende il gioco allettante ma è anche, secondo alcune voci, una fonte di pericoli di varia natura.

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Ad esempio, alcune prese di posizione piuttosto nette sono giunte dal mondo islamico: la app viene paragonata agli alcolici e si paventa il rischio che possa diventare un’ossessione per gli utenti, spingendoli a trascurare lavoro e preghiera. In Italia, invece, è Telefono Azzurro a lanciare l’allarme.

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Secondo l’associazione che tutela i minori, infatti, proprio la realtà aumentata e la geolocalizzazione, che costituiscono i principi fondamentali della app, rischiano di esporre i giocatori più piccoli ad alcuni pericoli, a partire dall'adescamento da parte di adulti malintenzionati. A tale proposito, Telefono Azzurro ricorda alcuni episodi, tra cui quello verificatosi qualche giorno fa Missouri: tramite l’applicazione, quattro rapinatori armati hanno attirato 11 adolescenti in una zona isolata, per poi derubarli. Tra gli altri rischi, poi, vi sono quelli di investimenti o incidenti stradali, determinati dalla distrazione che l'impegno nel gioco può comportare.

Come è accaduto a un 28enne di Auburn, nello stato di New York, che è andato a schiantarsi contro un albero perché distratto dal gioco.

“Nel mondo virtuale, purtroppo, le differenze di età sono annullate. E questo rischia di essere una grossa fonte di pericoli per i minori, che si ritrovano soli e senza difese, esposti alle mire di malintenzionati.” - ha commentato Ernesto Caffo, Presidente di Telefono Azzurro e docente di Neuropsichiatria Infantile - “È proprio in questi spazi, che si insinuano sempre di più i fenomeni dell’adescamento online e della pedofilia. Da un lato, occorre che bambini e ragazzi sviluppino una maggiore responsabilità nell’uso di questi strumenti. Su questo Telefono Azzurro promuove, da anni, attività di prevenzione, formazione nelle scuole, ascolto e intervento, con l’obiettivo di promuovere un uso sicuro del web. Dall’altro, sono le aziende sviluppatrici di nuove tecnologie a dover giocare un ruolo chiave per garantire che gli strumenti da loro promossi non possano in nessun modo mettere a rischio i minori.”

Nessun giudizio tranchant o messa al bando del gioco, insomma, ma un monito a fare attenzione e un invito a tutelare i più piccoli e indifesi.

Lisa Vagnozzi

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