Cellulari e rischio di tumore. I campi elettromagnetici sono pericolosi per la salute? Il dibattito nel mondo scientifico è aperto. Per tutelare la sicurezza di tutti i cittadini italiani, Arpa Piemonte ha messo a punto una App che segnala quando le radiazioni raggiungono livelli troppo elevati.

I campi elettromagnetici sono considerati potenzialmente cancerogeni. Ma l'uso di auricolari permette di diminuire il 90% dell'esposizione per chi utilizza il cellulare. In alternativa, per non avvicinare troppo il telefono al viso e all'orecchio, un punto molto sensibile, possiamo usare il vivavoce.

L'App ha quantificato le emissioni elettromagnetiche dei telefonini. Meglio effettuare una chiamata in 3G piuttosto che in 2G, poiché il 3G dà luogo ad esposizioni fino a 100 volte più basse rispetto al 2G. I pericoli sono più bassi nei luoghi dove la ricezione è migliore, cioè dove troviamo il pieno campo.

Con il pieno campo le esposizioni ai campi elettromagnetici potenzialmente cancerogeni possono ridursi da decine a centinaia di volte. Come comunicato da Arpa Piemonte, nel 2011 l'Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) ha classificato i campi elettromagnetici a radiofrequenza tra gli agenti "possibilmente cancerogeni (gruppo 2B)" sulla base di una limitata evidenza di incrementi di rischio di glioma (tumore del sistema nervoso che prende origine dal tessuto gliale) e di neuroma del nervo acustico tra gli utilizzatori di telefoni cellulari.

"L'esposizione umana ai campi elettromagnetici a radiofrequenza è determinata da una molteplicità di sorgenti e il telefono cellulare ne rappresenta una tra le più significative" - sottolinea il Direttore Generale dell'Agenzia Angelo Robotto - "Per valutare l'esposizione alle radiazioni emesse dai telefonini, Arpa Piemonte ha messo a punto un sistema di misura ad hoc per rilevare la potenza in trasmissione. Tale approccio sperimentale risulta unico nel panorama scientifico internazionale, in quanto nelle altre poche indagini pubblicate la potenza trasmessa era determinata per mezzo di specifici software".

Come spiega Arpa Piemonte, alla luce dei margini di incertezza ancora presenti su questi argomenti, con un dibattito molto acceso all'interno della comunità scientifica, sono comunque da ritenersi utili e da attuare strategie per ridurre le esposizioni alle radiofrequenze emesse da telefoni cellulari.

Gli approfondimenti sull'argomento hanno permesso di realizzare una App per smartphone con sistema operativo Android. L'App è disponibile anche in una versione che permette di trasmettere i dati ad un server ftp per analisi su un campione di utilizzatori finalizzabili anche a studi di tipo epidemiologico. Il progetto è rilasciato in Open Source con licenza GNU GPL V3.

Scarica qui (navigando con smartphone) la App per misurare i campi elettromagnetici del tuo cellulare.

Marta Albè

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