logo_GmADopo un breve periodo di assenza per questioni di salute, Steve Jobs riprende le redini della Apple, portando come solo lui sà fare, una sferzata di energia senza eguali. Stavolta nel mirino ci sono le emissioni di anidride carbonica e Steve, non si risparmia in fatto di critiche e riflessioni, quando racconta le strategie della Apple riguardo questa spinosa questione. Era, infatti, il non troppo lontano 2006, quando Greenpeace lanciò una delle sue più ben riuscite campagne. "Green My Apple" era il nome. E di fatto ha mobilitato migliaia di persone a diventare cyber-attivisti, per sensibilizzare Mr. Jobs & Company verso i temi ambientali.

Non solo, Greenpeace da allora ha iniziato a stilare l' Eco-Guida, una vera e propria classifica nata per monitorare e valutare lo "stato di salute verde" delle multinazionali dell'hi-tech che oggi vanta la partecipazione spontanea di 18 grandi aziende tra cui Nokia, HP, Dell, Acer e la stessa Apple (ad esempio nell'ultima classifica stilata, gli attivisti hanno posizionato la Mela di Cupertino all'11° posto).


Steve all'epoca non accettò di buon occhio la campagna, non tanto per lo scopo, che tutto sommato gli regalava una nuova sfida su cui proiettarsi, quanto per il "sistema" di monitoraggio che secondo lui non era poi così affidabile. Il discorso era tanto spigoloso da lasciar pensare che Greenpeace volesse far leva sul nome Apple per far parlare di sè.

Tuttavia, come sempre accade, a parlare sono i fatti e dopo quasi 3 anni da quella strepitosa campagna, la Apple lancia sul suo sito, la nuova sezione dedicata all'ambiente. Dunque, che se ne dica, il risultato è quello che conta e quando la Apple ci si mette, non rimane altro che applaudire.

L'approccio di Steve Jobs è infatti rivoluzionario e come sempre il famoso slogan "Think Different" torna ad essere il punto cruciale delle rivoluzioni della sua azienda.

Si apre così un capitolo tutto nuovo per questa industria, in cui trasparenza e documentazione dettagliata raccontano il ciclo completo di vita dei prodotti; produzione, spedizione, ma anche fabbriche, uffici ed ogni elemento che possa impattare nel corso della vita di una creazione Apple.

Apple_web_ambiente

Visitando il sito www.apple.com/environment, si scopre allora che la Mela di Cupertino ha adottato un'esaustiva analisi del ciclo di vita (LCA, Life Cycle Assessment) per determinare con esattezza da dove derivano i 10,2 milioni di tonnellate metriche di emissioni di gas a effetto serra.

Secondo questa analisi, è proprio l'uso del prodotto ad essere in pole position con un tondo 53% di responsabilità sul totale delle emissioni.
In risposta a questi numeri la Apple pone una grande attenzione verso l'efficienza energetica , tramite le certificazioni Energy Star e EPEAT Gold.

Così componenti hardware, sistemi operativi, processori centrali e processori grafici vengono predisposti per diminuire quanto più possibile la richiesta di energia. Il nuovo Mac OS X regola persino il processore tra una pressione e l'altra sulla tastiera, risparmiando così milliwatt di energia per ogni lettera digitata.

Ma non è finita qui. Sul sito si scopre anche che la produzione è al secondo posto con il 38% . Entrano allora in gioco l'innovazione per garantire prodotti sempre più piccoli, sottili e leggeri, in cui il taglio del 50% del materiale utilizzato rispetto alle versioni precedenti (ad esempio per l'iMac 20'') può diventare prassi.

Il trasporto si aggiudica un bel 5%, e la Apple non può che concentrarsi sul design dell'imballaggio che diventa sempre più efficiente per aiutare a ridurre le emissioni generate durante il trasporto, aumentando ad esempio del 50% in più gli imballaggi su ciascun pallet di spedizione.

Le infrastrutture con il loro 3% sono al quarto posto e richiamano all'attenzione i competitor: aziende come Dell e HP infatti, indicano le emissioni delle infrastrutture come un indicatore primario del proprio impatto ambientale.

Tuttavia, secondo l'analisi Apple, sembra che nel settore dell'elettronica siano i prodotti a generare il maggiore impatto sull'ambiente ed anche se le infrastrutture in tutto il mondo vantano impianti ad illuminazione a basso consumo, la principale area di azione rimane legata al design e all'innovazione dei prodotti.

A chiusura del ciclo di vita del prodotto non poteva mancare il riciclaggio che con il suo 1% richiede un approccio pioneristico che di certo non manca alla Mela di Cupertino. I materiali usati (tra cui vetro privo di arsenico, alluminio di alta qualità e policarbonato resistente) sono dunque pensati fin dalla fase di progettazione per essere altamente riciclabili.

Alla luce di report così trasparenti e dettagliati, Steve Jobs lancia una sfida ai suoi competitor, invitandoli ad effettuare la stessa analisi dettagliata sull'intero ciclo del prodotto e a confrontare poi pubblicamente i risultati.

Questo sistema, del resto, potrebbe cambiare in via definitiva il metodo di classificazione "verde" delle aziende e se la sfida verrà colta sapremo quanto realistici sono gli 8,4 milioni dichiarati da HP e i rispettivi 471,000 dichiarati da Dell.

Elena Noseda

I CORSI CHE TI FANNO STARE BENE!

Più di 100 corsi online su Alimentazione, Benessere, Psicologia, Rimedi naturali e Animali a partire da 5€. Test, attestati e la possibilità di vederli e rivederli quante volte vuoi!

dieta
integratori
lievito madre
ricette vegane
ricette vegetariane
riciclo creativo
rimedi naturali
yoga
sai cosa compri
seguici su instagram
seguici su facebook
fai la cosa giusta

Dai blog