insetti robot wireless

RobotFly, l'insetto robot che vola senza fili ed è controllato a distanza. Un gruppo di ricerca dell'Università di Washington ha sviluppato una tecnica laser con cella fotovoltaica per monitorare il lavoro di minuscoli droni, che potrebbero rilevare la crescita dei raccolti o individuare fughe di gas, e chissà, magari impollinare.

Alcuni compiti richiedono molto tempo e una precisione difficile da raggiungere per gli esseri umani. E dove non arriva l'uomo, arriva la macchina. Ma gli attuali insetti robot volanti sono in realtà ancora legati al suolo perché l'elettronica di cui hanno bisogno per alimentare e controllare le ali è troppo pesante per sollevarsi davvero.

Ora gli ingegneri dell'Università di Washington sono riusciti a tagliare questo "filo", aggiungendo una tecnologia laser per comandare a distanza il minuscolo robot. Si parla per ora di voli molto limitati, ma le potenzialità sono enormi.

RoboFly è leggermente più pesante di uno stuzzicadenti ed è alimentato da un raggio laser, che alimenta un piccolo (e leggero) circuito a bordo dell'insetto basato su una cella fotovoltaica: questa, a sua volta, converte l'energia del laser in elettricità sufficiente ad azionare le ali.

"Prima d'ora, il concetto di robot volante era fantascientifico - spiega Sawyer Fuller, coautore della ricerca - Saremo mai in grado di far funzionare questi robot senza bisogno di un filo? Il nostro nuovo wireless RoboFly mostra di essere molto più vicino ad un insetto reale".

In realtà, per ora, l'insetto può solo decollare e atterrare perché appena la sua cella fotovoltaica non è più "nel raggio di azione" del laser, il robot non ha più energia sufficiente per volare e atterra. Ma il team spera di riuscire presto a guidare il laser in modo che RoboFly possa volare per tratti più lunghi.

insetti robot1

Quali le applicazioni? Potenzialmente le più disparate, dal controllo di fughe di gas all'agricoltura, magari per monitorare la crescita dei raccolti su lunghe distese di terreno. L'applicazione dipende da come sono programmati i robot, che ormai possono fare (quasi) tutto.

Una di queste è per esempio l'impollinazione artificiale, sviluppata già da tempo per compensare le carenze del naturale lavoro delle api, purtroppo (e per colpa nostra) sempre più a rischio.

Il team ha presentato i suoi risultati il ​​23 maggio alla Conferenza internazionale sulla robotica e l'automazione a Brisbane, in Australia.

È davvero questo il futuro che ci aspetta? Noi continuiamo a preferire gli insetti veri...

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Roberta De Carolis

Foto: Mark Stone/Università di Washington

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