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Un attacco hacker globale che si è diffuso ieri pomeriggio, ha colpito diverse società ed enti, tra cui la centrale di Chernobyl. Si tratta di un virus informatico che blocca i computer e chiede un riscatto per riavere disponibili i propri dati. Una situazione che sta mettendo in difficoltà soprattutto l'Ucraina.

È in corso un pesante attacco hacker che utilizza un codice malevolo “ransomware” in grado di disattivare i computer, rendere inaccessibili tutti i file e subito dopo chiedere in cambio del denaro (300 dollari in Bitcoin) per riattivare il sistema e riottenere indietro i dati.

Il virus informatico colpevole di questa situazione si chiama Petya, è stato individuato già a suo tempo (non è infatti la prima volta che compare in rete) dalla società di cybersicurezza Group-IB e si è diffuso rapidamente in Europa colpendo diversi paesi tra cui Gran Bretagna e Danimarca. È stata però l’Ucraina a trovarsi sotto attacco per prima e più pesantemente: imprese, aeroporti, banche e dipartimenti governativi del paese sono stati paralizzati dal virus e hanno riscontrato molte difficoltà di gestione.

Cosa succede a Chernobyl

Fa notizia soprattutto il fatto che tra le aziende, società ed enti colpiti vi sia anche la tristemente nota centrale nucleare di Chernobyl dove sono andati “parzialmente fuori uso” i sistemi di monitoraggio delle radiazioni.

Il sito internet della centrale è attualmente offline ma secondo quanto riporta la Reuters il controllo delle radiazioni sul personale che entrava ed usciva dalla centrale è stato eseguito manualmente mentre tutti gli altri monitoraggi sarebbero stati eseguiti come di consueto. La situazione sarebbe dunque sotto controllo.

Un rappresentante dell'agenzia statale che sovrintende la zona della centrale di Chernobyl ha dichiarato alla Reuters che:

“Tutti i sistemi tecnologici della stazione operano normalmente”

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Cosa succede in Europa

Dall’Ucraina il virus si è facilmente e velocemente diffuso in Europa, tra i bersagli dell’attacco vi sono: la Wpp, società pubblicitaria britannica, il Moller-Maersk, colosso dei trasporti e la francese Saint Goabin che si occupa di materiali edili oltre che note aziende come Mars e Nivea. Il virus è arrivato anche negli Usa dove è l’azienda farmaceutica Merck ad essere stata colpita ma anche India, Israele, Serbia e molti altri paesi tra cui il nostro non sono esenti dal problema. 

Secondo i ricercatori di Eset dopo l'Ucraina, il paese più colpito dal virus sarebbe proprio l'Italia. In Ucraina sono state registrate il 78% delle rilevazioni mentre in Italia il 10%.

Già a maggio vi era stato un attacco molto simile (virus Wannacry) che, secondo analisti americani e britannici, sarebbe stato condotto dalla Corea del Nord. Non si conoscono i responsabili dell'attacco di ieri ma in Ucraina c'è chi ritiene che questa volta, dietro alla diffusione del virus, vi sia l'ombra della Russia. Questa notizia non sarebbe comunque confermata visto che anche la Russia sarebbe stata coinvolta dall'attacco.

Francesca Biagioli

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