Sacchetti di plastica sulle spiagge libere come distanziatori, l’assurda (e dannosa) iniziativa del Comune di Genova

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Sembrava talmente assurdo da non poter essere vero. Invece, è proprio così. Sulle spiagge libere di Genova il Comune ha posizionato dei sacchetti di plastica pieni di sabbia per delimitare le distanze. Sì, avete capito bene: plastica. Proprio il materiale che si sta cercando di evitare in tutti i modi per fermare l’inquinamento massiccio e allarmante dei nostri mari.

D’altronde, ai tempi di una pandemia, ormai sembra tutto concesso pur di evitare il Coronavirus. Si può morire anche d’altro, purché non sia di Covid-19.

Talmente vero, che la foto del sacchetto inquinante campeggia in bella vista sul sito del Comune. E in spiaggia ne sono stati messi davvero tanti.

In Liguria dunque si torna in spiaggia libera così, in spregio dell’ambiente. La stagione è partita, seppur con ingressi contingentati e distanziamento. Le soluzioni al vaglio delle amministrazioni di tutta Italia e dei gestori dei lidi sono tante, alcune fattibili, economiche e decorose, altre quantomeno discutibili.

Come ha spiegato il Comune, lo scorso lunedì sono iniziate le operazioni che permetteranno di vivere in sicurezza le spiagge libere. Già da questo sabato si cercherà di aprirne al pubblico il maggior numero possibile. In tutto saranno 27 spiagge le spiagge a cui si potrà accedere a Genova, attraverso 39 accessi presidiati in maniera fissa da volontari.

Fin qui tutto ok. Una volta giunti in spiaggia, i genovesi si troveranno a fare lo slalom tra le buste di plastica riempite di sabbia per delimitare le zone assegnate ai vari gruppi di persone.

“A ogni nucleo famigliare – fino a 4 persone – sarà dato un numero, corrispondente al posto assegnato in spiaggia attraverso sacchi di sabbia numerati. I sacchi sono posizionati al fine di garantire una distanza minima tra ombrelloni di tre metri e assicurare uno spazio di dieci metri quadrati a nucleo famigliare. Non ci saranno recinti, ma ogni famiglia avrà gli spazi necessari per poter garantire il rispetto del distanziamento minimo” si legge nel comunicato ufficiale.

I due terzi  della spiaggia saranno così attrezzati. La parte restante invece sarà destinata a persone singole o coppie senza ombrellone, che dovranno osservare la regola della distanza di 1,5 metri tra un asciugamano e l’altro.

Dai sacchetti all’app

Intanto la Liguria e il Comune di Genova stanno lavorando a un’app che permetterà di prenotare l’accesso alla spiaggia (ad accesso limitato) indicando anche i posti disponibili. Per il tratto di costa che va da Imperia a Genova sarà presto attiva “Obiettivo spiagge”, l’applicazione che segnalerà i posti disponibili nelle spiagge libere offrendo la possibilità di prenotare.

“L’alternativa era quella di tenere le spiagge chiuse – dichiara Sergio Gambino, consigliere con delega alla Protezione civile – con queste operazioni riusciremo invece a garantire un’estate bella e sicura per turisti e genovesi”.

L’app può essere una soluzione valida ma i sacchetti sono un insulto all’ambiente.

Eppure esistono soluzioni decisamente più ecologiche e rispettose dell’ambiente, come i distanziatori in legno adottati in Francia o i semplici kit fatti di corda e matite.

Insomma… Non abbiamo capito niente, in barba alle microplastiche e all’inquinamento marino.

Fonti di riferimento: Comune di Genova

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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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