Turisti rubano 40 kg di sabbia bianca della Sardegna: rischiano 6 anni di carcere

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin

Due turisti francesi sono stati fermati dalla Guardia di Finanza all’imbarco del loro traghetto: nel bagagliaio custodivano 40 kg di sabbia rubata

Le vacanze stanno finendo e come ogni anno nelle valigie di molti turisti finiscono conchiglie, ciottoli, sabbia e minerali sottratti dalle spiagge.

C’è chi imbusta granelli di quarzo da mostrare a parenti e amici e chi imbottiglia granelli di sabbia per rivenderli sui siti di e-commerce, rubando quintali di materiale naturale ai delicati ecosistemi marini.

L’ultimo bottino arriva dalle spiagge di Chia, in Sardegna, dove due turisti francesi hanno prelevato ben 40 kg di sabbia bianca, stipandola in 14 bottiglie di plastica.

I due turisti sono stati fermati dalla Guardia di Finanza in seguito ai controlli effettuati all’imbarco del traghetto diretto a Tolone.

La coppia aveva sistemato con cura la refurtiva nel bagagliaio de proprio Suv e si è giustificata dicendo di non sapere di aver commesso un illecito: i due turisti volevano solo portare via un ricordo della vacanza in Sardegna.

Un souvenir che potrebbe costare caro ai due francesi, che ora rischiano da uno a sei anni di reclusione per furto con l’aggravante di aver sottratto un bene destinato alla pubblica utilità.

Solo pochi giorni prima, gli addetti alla security dell’aeroporto di Elmas hanno sequestrato quintali di conchiglie, sabbia e ciottoli rubati da turisti italiani e stranieri in vacanza in Sardegna: fortunatamente il materiale tornerà sulle spiagge sarde.

Il processo di formazione di una spiaggia è particolarmete complesso e rappresenta il risultato di un naturale equilibrio tra deposito ed erosione.

Sottrarre sabbia dalle spiagge sposta notevolmente tale equilibrio e nel giro di pochi anni può portare alla scomparsa della spiaggia.

La preghiera da parte dei sardi ai turisti è quella di smettere di depredare le spiagge: chi desidera un ricordo della Sardegna può mettere in valigia uno dei tanti prodotti tipici dell’isola tra cui il mirto, il pane carasau o una bottiglia di buon vermentino. In questo modo si potrà avere un souvenir della vacanza aiutando l’economia della Sardegna senza commettere reati contro la natura.

Leggi anche:

Tatiana Maselli

Photo credit: Guardia di Finanza

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin
Laureata in Scienze e Tecnologie Erboristiche, redattrice web dal 2013, ha pubblicato per Edizioni Età dell’Acquario "Saponi e cosmetici fai da te", "La Salvia tuttofare" e "La cipolla tuttofare".
Seguici su Instagram
Seguici su Facebook