Disinfezione delle spiagge: evitiamo scempi ambientali inutili, non ci sono conferme scientifiche che funzioni!

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Disinfettare le spiagge è folle! L’uso dell’ipoclorito di sodio per la disinfezione delle spiagge (così come dei parchi, dei giardini, ville, prati fino al manto stradale in città) è una pratica assolutamente da evitare. La sua utilità ed efficacia non sono accertate, mentre sono ben evidenti i gravi impatti ambientali e sulla salute che questa sostanza può determinare.

A lanciare l’allarme è il WWF, che parla di una misura inefficace “perché la capacità dell’ipoclorito di sodio di distruggere il virus su superfici complesse (come sabbia, prato o asfalto) non è accertata né è estrapolabile in alcun modo dalle prove di laboratorio condotte su superfici pulite”.

Inoltre, se in situazioni sperimentali è stata dimostrata una lunga sopravvivenza dei coronavirus, in condizioni “esterne” la sopravvivenza di virus potrebbe essere molto più limitata. È bene ricordare che uno degli agenti sterilizzanti più utilizzati ed efficaci, anche nelle strutture ospedaliere, è l’esposizione ai raggi UV che in giornate di sole agiscono pienamente.

L’unica certezza è che si tratta di una pratica certamente dannosa, perché l’uso dell’ipoclorito di sodio per la disinfezione delle spiagge (ma anche di prati e della pavimentazione urbana) può associarsi ad un aumento di sostanze pericolose nell’ambiente, con conseguente esposizione dei cittadini che frequentano quelle aree e, in particolare, dei soggetti affetti da patologie allergico-respiratorie.

Se pensate che si tratti “solo” di una stramba trovata, vi sbagliate: mille litri di acqua con una soluzione di candeggina al 2% è già stato “sparato” su circa 2 chilometri di spiaggia a Zahara de los Atunes, in Andalusia. E la cosa rischia di ripetersi anche altrove!

L’ipoclorito di sodio peraltro, in presenza di materiali organici può dare origine a formazione di sottoprodotti volatili pericolosi quali clorammine e trialometani, molti dei quali noti per essere possibili cancerogeni per l’uomo. Non è, inoltre, possibile escludere la formazione di sottoprodotti pericolosi non volatili che possono contaminare le falde idriche.

“La spiaggia è un ambiente naturale, l’utilizzo di ipoclorito di sodio o di altri disinfettanti può alterare profondamente il suo delicato ecosistema e arrecare gravi danni alla biodiversità, sia per effetti acuti sia a lungo termine”, conclude il WWF.

Oltre a quello di un uso spropositato e improprio di candeggina, l’ambiente è già alle prese con una quantità assurda di rifiuti ” da coronavirus” dispersi illegalmente.

Fonte WWF

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Caporedattore di greenMe. Dopo una laurea e un master in traduzione, diventa giornalista ambientale. Ha vinto il premio giornalistico “Lidia Giordani”, autrice di “Mettici lo zampino. Tanti progetti fai da te per rendere felici i tuoi amici a 4 zampe” edito per Gribaudo - Feltrinelli Editore nel 2015.
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