Senza inquinamento, le onde della spiaggia di Acapulco tornano a brillare per la prima volta in 60 anni

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Il plancton bioluminescente ha fatto tornare a risplendere le onde del mare di blu fluorescente regalando uno spettacolo impressionante ai fortunati residenti che hanno assistito al fenomeno lungo la spiaggia di Puerto Marqués ad Acapulco, in Messico e postato sui social foto e  video del meraviglioso bagliore.

Le immagini riprese lunedì 20 aprile, mostrano il litorale di Acapulco che brilla di blu mentre le onde si infrangono sulla sabbia, un raro evento prodotto dalla “reazione biochimica” innescata dai microorganismi bioluminescenti depositati. Probabilmente il fenomeno è da attribuire in parte alla mancanza di attività umana provocata dal lockdown per il coronavirus. La riduzione dell’inquinamento e la mancanza di persone in acqua avrebbero favorito il propagarsi del fitoplancton luminoso.

Effettivamente nel mondo esistono diverse spiagge famose proprio per il fenomeno della bioluminescenza, come ad esempio Bioluminescent Bay a Puerto Rico, dove però negli ultimi anni si era notato proprio una crescente e progressiva scomparsa proprio a causa dell’inquinamento.

 

Secondo il biologo marino Enrique Ayala Duval che su sabersinfin.com spiega come la bioluminescenza sia da attribuire all’evoluzione e alla maggiore presenza di ossigeno:

“La bio-luminescenza è la luce prodotta a seguito di una reazione biochimica a cui partecipano la maggior parte delle volte luciferina [proteina], ossigeno molecolare e ATP [adenosina trifosfato], che reagiscono per mezzo dell’enzima luciferasi nel modo seguente: l’ossigeno ossida la luciferina, la luciferasi accelera la reazione e l’ATP fornisce l’energia per la reazione, producendo notevole acqua e luce particolarmente visibile durante la notte.

Inizialmente, quando l’atmosfera terrestre aveva una concentrazione quasi zero di ossigeno e l’ossigeno stava gradualmente aumentando a causa della crescente presenza di organismi fotosintetici, gli organismi sono stati rilasciati dall’ossigeno, che è stato quindi tossico per loro, con la reazione di bioluminescenza, producendo acqua”.

Il biologo spiega anche come il fenomeno può essere sfruttato dall’uomo per rilevare sostanze tossiche e mutagene negli ambienti acquatici: aggiungendo queste sostanze tossiche alle colture batteriche luminescenti, infatti, si registra la diminuzione dell’intensità bioluminescente. Un dato, questo, che conferemebbe dunque che la riduzione dell’inquinamento potrebbe essere proprio alla base del ritorno della bioluminescenza sulle spiagge di Acapulco.

Tutto molto bello, peccato solo che l’uomo non possa proprio fare a meno di intervenire: tra i video postati anche quelli di alcune persone che hanno violato la quarantena e approfittato dello spettacolo offerto per fare un bagno.

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Direttore responsabile ed editoriale di greenMe. Ha una laurea in Scienze della comunicazione e un'esperienza pluriennale negli uffici stampa. In greenMe ha trovato il modo di dare sfogo alla sua "natura" più vera.
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