Decine di bottiglie di acido muriatico sulla spiaggia di San Vito, scandalosa discarica a cielo aperto

Accatastate una sull’altra, sono bottiglie rosse di acido muriatico che un cittadino ha trovato sulla sabbia di una spiaggia di San Vito a Taranto. Quello che era un vero e proprio paradiso terrestre è stato trasformato in una discarica a cielo aperto.

Immagini drammatiche quelle filmate da Marco Mele che ci mostra lo scempio causato dalla mano dell’uomo. Armato di busta per raccogliere i rifiuti, il ragazzo ha postato sui social ciò che si è trovato davanti. Accanto a spazzatura di ogni genere, dalle bottiglie di plastica fino a pezzi di arredamento, cannucce e tanto altro, Mele è rimasto impressionato dalla quantità di acido muriatico.

Questo tappeto di bottiglie rosse, una cinquantina o forse tante di più, giace sul litorale della spiaggia di San Vito.

“E’ successo qualcosa? Qualcuno ci può dare una spiegazione? E’ terrorizzante questo scenario”, dice il ragazzo.

Le bottiglie rosse sono nuove e non corrose dal tempo, ciò farebbe pensare che non sono lì da troppo tempo. Vecchie o recenti, la domanda non cambia: cosa ci fanno sulla spiaggia? Da chi sono state abbandonate e soprattutto l’acido muriatico, dove è finito? In acqua?

Come sappiamo, l’acido muriatico è altamente corrosivo ed è un rifiuto speciale che mai e poi mai, dovrebbe stare vicino al mare o un corso d’acqua per non mettere a rischio la salute dei cittadini.

Marco Mele dopo la pubblicazione di questo video ha sporto denuncia alle forze dell’ordine, consegnando il video come prova. Speriamo che il contributo di questo cittadino che ha a cuore l’ambiente possa svelare il mistero dell’acido muriatico e portare ai responsabili.

“Tranquilli Tutti. C’è già chi ha visto e sta provvedendo. Sembra che tutto taccia, invece c’è l’occhio di Sauron che guarda tutto”, chiosa Mele su Facebook.

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Dominella Trunfio

Giornalista professionista, laureata con lode in Scienze Politiche e con un master in Comunicazione Pubblica e Politica. Vincitrice di due premi giornalistici per la realizzazione di due documentari. A settembre 2017 pubblica "Appunti di antimafia. Breve storia delle azioni della ‘ndrangheta e di quelli che l’hanno contrastata".
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