Riutilizzare è meglio che differenziare (i rifiuti)

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Conosciamo le “4R” della corretta gestione dei rifiuti, vero? Trattasi di: Ridurre, Riutilizzare, Riciclare materia, Recuperare energia, e quello che avanza finisce in discarica. Questo dice la legge europea e nazionale. La pratica italiana purtroppo ribalta quest’ordine: prima preferiamo la discarica o l’inceneritore, poi ci applichiamo per la raccolta differenziata, ma le prime due “R” dove le mettiamo? In pattumiera?

Lo ammetto, per me fare la raccolta differenziata in casa è praticamente una passeggiata rispetto invece alle prime due R della catena. Ridurre i rifiuti significa comprare fin dal principio cose che, ad esempio, non hanno imballaggi di nessuna sorta. E come si fa?

Vado al supermercato a comprare latte e biscotti, o in un negozio a comprare una lampadina o un CD, e quasi mai posso scegliere il contenitore insieme al contenuto! Fatta eccezione per la frutta e la verdura, quanti sono i supermercati che mi offrono prodotti sfusi? In una certa grande catena di supermercati che finisce per “n” ho trovato pasta, riso, legumi vari, cereali e (oh mio dio) caramelle sfiziose in quantità, oltre a detersivi e detergenti per la casa. Ma sono una eccezione. Così come è una eccezione trovare sugli scaffali prodotti analoghi con imballaggi tanto diversi da loro. Diciamo quindi che la prima “R” dipende relativamente da me, anche se, quando capita, quelle rare volte, di poter scegliere, sta a me scegliere il prodotto con meno inutilità intorno.

Forse allora posso impegnarmi di più sulla seconda “R”, il riuso dei materiali. Ovvero, prima di fare diligentemente il mio compito di cittadina differenziante, che separa correttamente i rifiuti e li butta nei cassonetti appositi (ma questa è un’altra storia), devo chiedermi: l’oggetto che sto buttando può avere una seconda chance? A volte la risposta è sì. Anzi, se ci pensiamo, in molti casi è sì, e molte volte lo facciamo senza rendercene nemmeno più conto. Usare i fogli di carta stampati solo da un lato per farne blocchi per appunti è un modo per prolungare la vita di quel foglio, per ritardare la sua dipartita verso l’impianto di trattamento (perché lo abbiamo buttato nel cassonetto della carta, vero?) e per risparmiare altra carta che avremmo utilizzato per le riunioni in ufficio o la lista della spesa. Fare vedere i vestiti che noi non mettiamo più a amici, parenti o anche colleghi prima di portarle al cassonetto giallo (che comunque rappresenta già un modo per riutilizzarli), o far girare i vestiti e i giochi dei bambini tra cuginetti e compagni di scuola, è un modo per riutilizzarli e non buttarli. Insomma, ci sono gesti di riuso che oramai sono diventati naturali, o che lo sono sempre stati. Si tratta solo di individuarli e renderli più frequenti, e parallelamente inventarci nuovi modi e nuove idee di riuso.

Il mio riuso maniacale è quello dei barattoli e dei contenitori. Non so da quanti anni non compro un contenitore apposito, un tupperware o giù di lì. Ho un cassetto (si veda la foto) pieno di vasetti di vetro di marmellate, miele o sottaceto che uso per il sale, lo zucchero, il caffè, i dieci tipi diversi di té, spezie varie, cereali, caramelle, o anche – magari coperti con della carta colorata – penne e matite. Oppure uso i contenitori di plastica del gelato per portare il pranzo in ufficio o per conservare gli avanzi in frigorifero. Sono ottimi: la plastica è resistente, in quanto fatta per essere congelata. Per non parlare delle scatole delle scarpe: semplicemente le tengo lì e prima o poi un uso lo troverò, magari per organizzare i cassetti e gli scaffali dell’armadio.

Altra cosa per cui vado in fissa: la carta da regalo. Io non compro carta da regalo, e nemmeno nastri colorati. Semplicemente metto da parte gelosamente quello che ricevo a natale o al compleanno, e all’occasione ricompongo tutto in modo creativo. La mia carta preferita poi è quella da pacchi, con un po’ di spago e un tocco di nastro colorato fa la sua bella figura. E quando sono a corto, prendo le pagine pubblicitarie dei quotidiani, e a volte ho la fortuna anche di riuscire ad azzeccare l’immagine rappresentata con la persona a cui devo fare il regalo.

Il punto su cui sto cercando di applicarmi di più, non senza difficoltà, è il riuso di oggetti di grosse dimensioni. Ho voluto cambiare la televisione, il mio 14 pollici a tubo catodico cominciava a farmi venire il mal di testa (…troppo piccolo anche per il mio salottino dei Puffi), e non mi andava di portarla in discarica o al negoziante (in virtù del ritiro “uno contro uno” – ma questa è un’altra storia). Ho provato offrirla in regalo ai miei colleghi, ma senza successo. Ora quella TV e relativo decoder alloggiano nella casetta di campagna dei miei genitori. Devo fare dei cambiamenti a casa, ma prima di prendere un divano più funzionale o un letto più comodo vorrei capire se posso trovare una nuova casa ai miei mobili attuali (…qualcuno è interessato?), ci sono talmente affezionata che non mi va proprio di chiamare la municipalizzata per il ritiro degli ingombranti a domicilio! Un annuncio su qualche giornale? Un sito di baratto? Un mercatino di beneficenza? A questo punto però entra in gioco la mia proverbiale pigrizia, e i mobili restano – per ora – dove sono.

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