Piccola guida alla raccolta differenziata

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Ok, forse il titolo del post non è esattissimo. Non si tratta proprio di una guida che dice passo passo cosa dobbiamo fare per differenziare in modo corretto. In realtà si tratta di tre concetti semplici e basilari che ho ricevuto da colleghi che si occupano di rifiuti e che ripeto sempre a tutti gli amici e conoscenti che mi fanno domande su questo tema (uno dei più gettonati se ti occupi di ambiente!). Questi consigli per me stanno alla base di qualsiasi organizzazione quotidiana, e quindi, da un certo punto di vista, possono essere considerati una guida (…ehm). Vediamoli.

Prima di tutto: informarsi presso il proprio Comune/azienda di servizio

Un motivo per cui è impossibile di fatto fare una guida universale alla raccolta differenziata è che questa è organizzata su base comunale e che ogni comune si organizza come è meglio per il proprio territorio (…in teoria).

Questo vuol dire che ci possono essere differenze non solo nelle modalità di raccolta (porta a porta/cassonetti per strada/sistema misto/nessuna differenziata) ma anche nel tipo di materiali raccolti o degli abbinamenti tra materiali differenziati. Esempio classico, il tetra-pack (o poli-accoppiato in generale) in molte città si raccoglie insieme alla carta, in altre non si raccoglie per niente. Oppure, in alcune città plastica, metalli e vetro si raccolgono insieme, in altre il vetro è raccolto a parte. Dipende, in parole semplici, dagli accordi stipulati dall’azienda che gestisce il servizio. Per questo è sempre bene controllare presso il proprio comune o azienda cosa si raccoglie e in che modo. L’Ama, che gestisce i rifiuti di Roma, ad esempio ha predisposto sul suo sito una funzione di ricerca che permette di individuare il cassonetto giusto per l’oggetto di cui vogliamo disfarci.

Attenzione a cosa buttiamo e in che condizioni

Più il materiale differenziato è di buona qualità, più efficiente sarà tutto il processo successivo di recupero e riutilizzo della materia. Questo significa che dobbiamo impegnarci a togliere le etichette dalle latte, i tappi dalle bottiglie, il cibo avanzato dai contenitori vari, sciacquare da eventuali residui le bottiglie di bagnoschiuma, eccetera (sì lo so, è noioso…), e poi buttare i materiali giusti nel cassonetto giusto. Altrimenti, se il materiale è sporco e di scarsa qualità, non può essere trattato e finisce tutto in discarica. Ma ricordiamoci sempre del buon senso. Non si tratta di lavare in lavastoviglie i vasetti dello yogurt o i barattoli dei pelati, magari basta sciacquare velocemente e il gioco è fatto.

Nel dubbio: butta tutto nell’indifferenziato!

Può sembrare strano, ma il motivo è spiegato qui sopra. Magari gli imballaggi fossero tutti chiari come quello della foto (una confezione di yogurt), che spiega passo passo come differenziare tutte le componenti del prodotto! Spesso dalle etichette non si capisce un gran che, oppure abbiamo un casa un vecchio oggetto che ci sembra fatto di una plastica riciclabile mentre in realtà non lo è. Troppi errori di conferimento compromettono la qualità del materiale raccolto, e quindi tutto quello che viene dopo la raccolta. Ma se la cosa ci capita troppo spesso, allora torniamo al punto 1 (ovvero superiamo la pigrizia e informiamoci!).

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